Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Hungry for Art è un evento creato per sensibilizzare e avvicinare giovani, e non, al problema della fame nel mondo. Un progetto di Cesvi – organizzazione umanitaria attiva in tutto il mondo – per la campagna sociale Food Right Now all’interno di Taste of Milano. Obiettivo? Ricordare che il cibo è un diritto di tutti, aprendo una serie di riflessioni su temi come “lo spreco e la scarsità delle risorse alimentari idriche, la distribuzione equa/iniqua delle stesse, il paradosso obesità/fame e la multiculturalità del cibo”. E per comunicare coinvolgendo l’arte, quale potrebbe essere la scelta migliore se non un “genere” di arte che nasce dalla strada? Dal quotidiano, da artisti che si mettono in gioco davanti allo sguardo di tutti. A Superstudiopiù di Milano, questo week end, i writers Bros, Pao, Felipe Cardena e Tomoko Nagao accettano la sfida di affrontare il tema e pronunciarsi con il loro stile a difesa di un diritto comune. Hungry for Art si divide in quattro progetti che vedono ben 150 protagonisti, oltre ai nomi noti, provenienti da diversi istituti di Milano: studenti della Scuola Alberghiera che cucinano con undici Chef stellari; studenti del corso di pittura dell’Accademia di Brera, che sotto l’occhio di Bros e capitanati da Ryan Contratista, procedono alla realizzano di un’installazione “ambient media”; i Cardena Street Boys, appassionati di street e frequentanti i licei milanesi, che assistono l’artista e collaborano all’opera Wiki; e chiudere il cerchio, e per non perdere alcun momento, studenti della Facoltà di Comunicazione di Milano diventano per un week end dei veri reporter. La steet art lancia lascia ancora una volta un segno permanente nel nostro oggi, su temi essenziali. (Martina Corbetta)










