28 maggio 2005

I giovani artisti romani? Avranno studi nei musei. Parola dell’assessore

 

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Affittare uno studio in città è diventata una cosa da milionari? I giovani artisti –che milionari di solito non sono- non riescono a trovarsi un atelier e neppure un mezzo garage? Ci pensa l’assessore! Gianni Borgna, assessore capitolino alle questioni culturali, ha promesso durante l’inaugurazione della mostra “Primaverile Argam” organizzata dalle gallerie storiche della capitale: “dal prossimo anno Macro e Palazzo delle Esposizioni (ovvero i due spazi dedicati all’arte contemporanea di dominio comunale. Ndr) forniranno spazi e strutture dedicate esclusivamente ai giovani artisti”. Promessa politica o effettivo cambio di strategia dei due centri d’arte romani?

[exibart]

5 Commenti

  1. Riecco la solita storia degli studi per gli artisti forniti da pubbliche istituzioni.Sono veramente necessari? Ma poi con che criterio si sceglieranno gli artisti meritevoli (quelli più giovani?quelli più poveri?quelli più “creativi”quelli che fanno video?)? Già vedo le solite manfrine all’italiana con amici e parenti degli amici e parenti dell’assessore tale o del curatore tizio. Piuttosto i musei pensino ad organizzare più mostre di artisti italiani giovani visto che siamo totalmente (o quasi) ignorati dal circuito internazionale del contemporaneo. Smettiamo con la provincialissima politica dello “straniero è bello”. Sono stanco di vedere mostre su identità e nomadismi vari dove l’unica identità (artistica e non) ignorata è quella italiana.
    sergio tossi

  2. io mica tanto. C’è una critica nei confronti dei videoartisti nel suo discorso. Sarebbe interessante sapere perché. Inoltre non credo che fare mostre nelle gallerie civiche o musei italiani possa servire a promuovere la giovane arte italiana all’estero.

  3. vorrei rispondere a Loi che non avevo nessuna intenzione di discriminare coloro che fanno video, anche se trovo che in generale si eserciti meno senso critico verso coloro che usano questo mezzo. Nel caso del mio commento voleva solo essere l’indicazione di una generica “categoria” ma forse può essere stato travisato dalla mancata battitura di un punto interrogativo tra la parola “creativi” e “quelli che fanno video”. Mi scuso se sono stato poco chiaro.

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