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Per i professionisti dell’arte questo è il finesettimana di Basilea. Non c’è niente da fare: non andare alla fiera d’arte più importante del mondo significa rimanere fuori dai giri internazionali. E non solo per quanto riguarda il mercato. Perché Basilea in questi giorni (con le fiere ArtBasel, Liste e le grandi mostre) è l’ombelico del mondo dell’arte sotto ogni punto di vista.
Non sembrano pensarla allo stesso modo i giovani curatori di mostre italiani (vabé, gggiovani mica tanto. Perché l’andazzo è tendenzialmente over 30, e allora Germano Celant che ‘fece’ l’Arte Povera a 27 anni cosa dovrebbe dire?). Infatti, invece di andarsene a farsi le ossa in Svizzera per vedere cosa dice l’arte globale, alcuni virgulti della curatela nostrana si raggrupperanno a convegno in quel di Bergamo. Per parlare, dice la nota stampa diffusa dagli organizzatori, “del presente e del futuro”…
Ma per i curatori tout court (quelli senza aggettivi) il consiglio spassionato è solo uno: questo finesettimana tutti a Basilea.
link correlati
www.art.ch (la fiera ArtBasel)
l’evento di Bergamo
[exibart]














Be sono pienamente d’accordo sul fatto che è fondamentale per un curatore andare a Basilea, ma non per il fatto dell’età…
non avendo tutti delle possibilità finanziarie a giovane età, è più che naturale
che chi può cerca di fare ciò che desidera dopo i trentanni (con non pochi sacrifici)… portafoglio permettendo
Io ho letto il comunicato stampa dell’evento della GaneC di Bergamo e sinceramente non ci vedo nulla di male!
Sarà unj’occasione per discutere e conoscere la scena curatoriale giovane(anche se non anagraficamente)italiana.
Senza andare tanto lontano a fare presenza e a sbvare dietro ad un’internazionalità e a tendenze che mi sanno tanto di moda!
Brava Elena, la redazione di exibart e’ affetta dal solito inspiegabile senso d’inferiorità all’italiana. Appena un italiano varca il confine e va all’estero per qulasiasi motivo, ma soprattutto in campo artistico, si sente migliore, piu’ professionale rispetto a chi magari se ne sta in Italia a cercare di scoprire la qualità degli artisti nostrani. E’ andato all’estero! Per una fiera poi…poveri noi…
A Mosca! A Mosca!
L’ultima battuta de “Le tre sorelle di Cechov”
che dire mi sento in colpa e contrita per i miei 33 anni!!!! che ci posso fare se a 25 mistavo laureando e a 27 pubblicavo su riviste “accademiche”… a saperlo andavo a Basilea così oggi ero già sul posto!
Umiltà! e ricordate che la locuzione
“servus servorum Dei” sta a indicare il Papa… cribbio!
Complimenti per l’acuta osservazione.
E vi siete chiesti come mai non vanno a Basilea?
Forse non hanno un budget economico che glielo permetta, visto che in Italia molti giovani curatori, lavorano gratis.
Buona giornata.
chi va a basilea si fa un corso di aggiornamento più importante di un anno di chiacchere tra giovani curatori.
caro direttore: i giovani curatori italiani – su cui tanto ironizza – sono andati prima a basilea(a ridosso dell’inaugurazione) poi alla gamec! perchè non si informa prima di ‘sparlare’….ma daltronde visto il successo e la portata dell’evento comprendo la sua posizione!
…sono andati alla gamec a proprie spese…
Ma Laura, suvvia, non si puol neppure scherzare un poco? Che acida… E poi chi te l’ha fatto fare di venir via da Basilea per andare a Bergamo, e lo racconti pure?, chissà a quante cose hai rinunciato… Ma la mostra di Bacon alla Bayeler l’hai vista? E Uklansky alla Kunsthalle? E il Kunstmuseum? E il Gegen…? Mmmmn
…perchè invece chi ha pagato il viaggio a basilea? non è anche quello a proprie spese
povero tonelli! come ti sei ridotto….
Si poteva benissimo fare entrambe le cose:
3 giorni a Basilea, e fine settimana a Bergamo, entrambe le cose sono state interessanti e per certi versi complementari.
il viaggio a basilea è un proprio investimento per migliorarsi e anche divertirsi. partecipare ad un convegno come professionisti è un lavoro. se un giovane curatore si fa il mazzo tutto il mese per mettere insieme un migliaio scarso di euro per la sopravvivenza, poi deve andare a spenderne 100/200 per andare a fare il figo a bergamo e gratificare gli organizzatori…ma fatemi il piacere
Scusate, ma andare a Basilea, convegni paralleli o meno, è un’esperienza ma non determina nulla a livello professionale se i contatti non preesistono. Questo vale per critici giovani e meno giovani.
Considerando anche i costi della trasferta e gli scarsi introiti professionali della categoria in Italia.
Anche questo vale per critici giovani e meno giovani.
Molto meglio e meno costoso in proporzione un viaggio di formazione a New York od in Germania
ben detto!!