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Per chi non mastica molto di contemporaneo spinto serve una spiegazione: la Glitch art è una forma di produzione di opere basata degli errori tecnici. E così gli artisti si alternano sul campo insieme a programmatori e hacker, anche per permettere di condividere le pratiche a un numero più ampio di pubblico. Al PAC di Milano, recentemente, si è potuto vedere un esempio di cosa si intenda per questo “strano” genere, ma se siete a Parigi l’occasione è ghiotta, da domani al 22 marzo, per partecipare a un simposio sul tema (gratis) organizzato dalla sede francesce dell’americana Parson School of design, organizzato in collaborazione con la Gaité Lyrique e la School of the Art Institute of Chicago.
Titolo del lungo appuntamento “Refrag: problema tecnico”. Tre giorni per una prima assoluta sulla teoria della Glitch Art, che permetteranno di esplorare nuove connessioni tra arte, cultura e tecnologia, su tre tracce che vi elenchiamo come da web:
A: DISNOVATION, B: IDENTITIES, C: HYSTORIES.
«”Refrag: problema tecnico” affronta i modi multiformi in cui si manifestano e si mobilitano artisticamente i problemi tecnici nella nostra vita. Il nostro obiettivo è quello di aprire i confini tra pubblico e partecipanti, permettendo alle persone provenienti da tutta Europa e dal mondo di incontrarsi, lavorare, e scambiare nuove idee, opere e stimoli», ha spiegato Benjamin Gaulon, Direttore del Master Design+Technology e del corso triennale BFA Arte, Media e Tecnologia alla Parsons Paris.
Vi state mangiando le mani perché vorreste seguire il tutto ma non siete nella Ville Lumiére? Vi pare che nell’epoca 2.0 non vi fosse una soluzione, soprattutto pensando all’argomento? Basta cliccare a: glitch.refrag.paris/












