03 dicembre 2004

Il babbo artista è mio e lo intervisto io…

 

di

Salvo - Capriccio - 1998 - olio su tela - cm 170x110L’impeccabile critica d’editoria de L’Espresso Denise Pardo le avrebbe definite “affettuosità giornalistiche”, ma qui c’è qualcosa di più. Trattasi di affetto filiale. Cosa è successo? Nella newsletter settimanale del periodico That’s art campeggia una intervista a Salvo, notissimo artista sicul-torinese. Già, ma a firmarla, l’intervista, è la critica d’arte Norma Mangione, che di Salvo è figlia…

[exibart]



12 Commenti

  1. sono lieta di fornire materiale interessante per la vostra rubrica. ora ho intenzione di intervistare i miei nonni, se volete ve la mando in anteprima.

  2. ma cosa vuol dire questa news? dovreste impiegare le vostre energie per azioni più costruttive.. poi decidete voi cosa farne del vostro destino..

  3. Non vedo nulla di male se una figlia intervista il proprio padre, che in questo caso è un artista. D’altra parte spesso i figli sono “figli d’arte”. E poi sono convinto che un artista deve essere intervistato da chi lo conosce bene. Non si può esprimere un giudizio artistico prescindendo dalla conoscenza dell’artista, a meno che non si tratti di un critico affermato che per guadagnare tanti altri soldi, oltre a quelli che ha, scrive, e spesso non sa cosa scrive, e non sa nemmeno chi ha di fronte a sé. Allora è meglio che sia una figlia a intervistare il padre artista, almeno lo conosce. Infatti,un buon critico d’arte deve sempre conoscere l’artista altrimenti stia zitto e non scriva. Parola di critico d’arte…

  4. Norma fa un buon lavoro e va giudicata per quello che fa. Bisognerebbe avere meno prevenzioni. Che si occupi del padre sono affari suoi, nostri se li fa bene. E’ piu’ importante invece che si allontani da critici poco professionisti.

  5. Norma ha collaborato in passato con la mia galleria e lo ha fatto con un livello di professionismo che molti altri suoi colleghi decisamente non conoscono. Non ho letto l’intervista in questione, ma non trattandosi di una recensione non vedo quale sia il problema se a firmarla è la figlia dell’intervistato.

  6. Già peccato che la signorina in questione nell’ultimo flash art intervisti il gallerista (tedeschi) presso il quale è in corso una mostra da lei curata e lo solleciti a parlare del programma espostivo, sicchè il gallerista accenna anche al suo progetto… Più che professionismo quest significa essere…

  7. anch’io non ci vedo “molto” di male; un cattivo pensiero ce lo farei se – purtroppo non ho letto l’articolo – l’intervista avesse uno spiccato intento partigiano e propagandista. Da profano, fosse capitato a me di scrivere di mio padre dopo aver scritto un articolo più ponderato del solito avrei fatto leggere il testo ad un amico affidabile per evitare scivolate involontarie nell’affettivo-commerciale. nei vari commenti non si parla di contenuti…

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui