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Jörg Immendorff, uno fra i più noti artisti contemporanei tedeschi, è morto nei giorni scorsi a Dusseldorf all’età di 61 anni, in seguito ad un arresto cardiaco legato alla sclerosi laterale amiotrofica di cui soffriva da anni. Nato nella Bassa Sassonia nel 1945, nella sua formazione fu molto influenzato dagli insegnamenti di Joseph Beuys, per poi divenire uno dei protagonisti della prima generazione dei neo-espressionisti tedeschi, a fianco ad artisti come Markus Lüpertz, Georg Baselitz, A. R. Penck. Il suo ingresso nell’ambiente internazionale si deve alla serie di dipinti intitolata Café Deutschland, della metà degli anni Settanta, una personale interpretazione delle divisioni culturali della Germania. Dell’insegnamento di Beuys gli era rimasto intatto l’impegno sociale che affiancava sempre alla tensione creativa, con un’attenzione mai abbassata sul passato nazista della Germania, ma anche per le nuove battaglie pacifiste ed ecologiche. Malgrado la malattia lo invalidasse progressivamente, non disdegnava i piaceri della vita, tanto da essere coinvolto in vicende legate al possesso di droga e alla prostituzione. Una sua grande retrospettiva era stata presentata due anni fa presso la Neue Nationalgalerie di Berlino.
[exibart]









