23 febbraio 2017

Il cambiamento di Brescia Musei, ora senza CdA ma pronta a diventare fondazione “moderna, efficiente e onnicomprensiva”

 

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Il Presidente di Fondazione Brescia Musei, Massimo Minini, solo la scorsa settimana era alla Triennale per presentare la mostra di Christo al Museo di Santa Giulia. Ieri ha rimesso il mandato dal vertice dell’istituzione bresciana, in piena fase si stravolgimento.
Assicura Minini, riportato anche dall’edizione locale del Corriere: «Abbiamo fatto il lavoro sporco: letto le carte, discusso, litigato con le Soprintendenze, aspettato il nuovo statuto e il contratto di servizio. Ora la fondazione è moderna, efficiente, onnicomprensiva». 
Ma che è successo? Che due settimane fa la Camera di Commercio lascia, perché il nuovo statuto è incompatibile con il loro, e ieri mattina se ne sono andati tutti gli altri soci. 
Ad entrare di nuovo, però, sarà lo stesso Minini, che si ricandiderà insieme a – pare – l’ente Brescia Tourism, con un ente strumentale. «Ho registrato un certo fermento tra chi vorrebbe entrare. Se ci fossero soci con capitali, ancora meglio: rispetto a qualche anno fa, Cab e Camera di Commercio hanno girato a Brescia Musei pochissime risorse», ha dichiarato il Sindaco Del Bono, che contina: «Abbiamo cambiato la natura di Brescia Musei: ora gestirà il patrimonio artistico della città. È già successo in altri Comuni, ma so che parecchi sindaci ci considerano un esempio: vogliamo tutelare i nostri beni, pur mantenendone il controllo». 
E dunque, se i soci non sono stati d’accordo, via. «Siamo a metà del giro: arriveremo a livelli superiori, la strada è quella giusta», ha detto Minini. 
E oltre al rilancio del Museo c’è anche quello del Castello. Vedremo le news.

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