18 maggio 2017

Il Comando Tutela Patrimonio Culturale pubblica il bollettino delle opere “in ostaggio”. E ci sono buone notizie

 

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Magari non sarà la rivista d’arte più conosciuta ma, con ogni probabilità, è tra le più longeve. Sicuramente ha una peculiarità unica. Si tratta della del bollettino che il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale pubblica dal 1972 e dedica alle opere d’arte trafugate e non ritrovate, almeno per il momento. «Quanto trafugato noi non lo consideriamo perduto, ma solamente tenuto in ostaggio da chi svolge un’attività criminosa, che può adeguatamente essere contrastata dalle Forze dell’Ordine italiane e delle altre Nazioni, unitamente al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, ai mercanti d’arte, agli antiquari e a tutti i cittadini», ha dichiarato, in occasione della presentazione dell’ultimo numero, il Generale del Comando Fabrizio Parrulli. Nel bollettino di quest’anno, sono accuratamente descritte 99 opere d’arte scomparse, con indicazioni di attribuzione, titolo, soggetto, materiale, tecnica e dimensioni. Così, oltre a vari documenti archivistici, beni di numismatica, strumenti antichi, risultano ancora dispersi, tra gli altri, una Madonna con Bambino, di Giovanni Bellini, un Cristo davanti a Caifa, di Mattia Preti, una Veduta Parigina, di Filippo De Pisis, e Il Biliardo, di Ottone Rosai. Si chiude, però, con le buone notizie, perché, rispetto alle scomparse denunciate nei numeri precedenti, sono segnalati i ritrovamenti del busto di Giulia Domna, moglie di Settimio Severo, trafugato da Villa Adriana e recuperato nei Paesi Bassi, e della collezione Castellani, bracciali, orecchini, spille e collane di inestimabile valore, il cui furto, dal Museo di Villa Giulia, fu ordinato da una committente russa. 

In home: il ritrovamento dei gioielli della Collezione Castellani 
In alto: Busto di Giulia Domna

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