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Cosa ha a che fare la psicoanalisi con l’arte? Dimentichiamo per un attimo lo sguardo, la funzione quadro, l’inconscio dell’opera. Mettiamo da parte la sublimazione, come processo che trasferisce su un piano sopportabile quello che sembra non esserlo. L’arte ha a che fare con la ferita, con la traccia che lascia il trauma su di noi. L’opera d’arte è un dispositivo che deve farci incontrare la ferita, che apre un dialogo non sempre piacevole con il nostro corpo. Ma cos’è un corpo? Un corpo è qualcosa che spinge, che si perde, si veste, si ammala, si abita. Un corpo è qualcosa che insiste, si incontra, si muove, si arresta. Detto altrimenti, un corpo è qualcosa che si gode.
È riassunta in queste poche righe la questione spinosa del corpo come elemento pulsionale, al centro della serie di incontri dal titolo “Come gode un corpo?” organizzati a Roma, presso l’Università La Sapienza-Dipartimento di Filosofia, Villa Mirafiori, da Alex Pagliardini, psicoanalista e responsabile di Jonas Roma, Centro di Clinica psicoanalitica per i Nuovi Sintomi, Federico Chicchi, docente di Sociologia economica e del lavoro all’Università di Bologna, e Luciano De Fiore, docente di Storia della Filosofia Moderna a La Sapienza di Roma. Filosofia e psicoanalisi si incontrano intorno a un tema da sempre centrale anche per le discipline artistiche: quello del corpo. Un ambito in cui la psicoanalisi, di solito abituata ad ascoltare silenziosamente, sembra avere davvero qualcosa da dire. Perché è il corpo che va in seduta, che si stende sul lettino, è il corpo che parla e si lascia parlare, è il corpo che gode e si gode.
Otto appuntamenti in cui saranno chiamati a portare il loro contributo filosofi, sociologi e naturalmente psicoanalisti. Si parte il 24 gennaio con Franco Lolli, Paolo Vinci e Federico Leoni e si proseguirà poi con ospiti come il filosofo Rocco Ronchi, lo scrittore e analista Massimo Recalcati e tanti altri. Il seminario, organizzato insieme ad ALIpsi-Associazione Lacaniana di psicoanalisi, parte dalla riflessione sull’attualità della psicoanalisi anche in epoca contemporanea. È proprio ai giorni nostri infatti che la pratica analitica sembra configurarsi come una vera e propria pratica rivoluzionaria, che consente all’analizzante e al suo corpo di trovare una collocazione etica all’interno della propria vita.
Come? Con dei piccoli incontri con quello che può essere definito “reale” pulsionale, ed è qui che il ruolo del corpo diventa centrale. Una tematica, come si evince, particolarmente scabrosa, che verrà analizzata anche in parallelo dai Dipartimenti Clinici dell’Irpa, Scuola di specializzazione in Psicoterapia a orientamento Psicoanalitico di Roma, Milano e Grottammare, intorno al titolo Del sesso. E mentre Milano si prepara a ospitare il filosofo Alain Badiou, Massimo Recalcati e la famosa psicoanalista amante di Jacques Lacan, Catherine Millot, tra gli altri, con focus intorno alla questione del “rapporto sessuale”, la programmazione del Dipartimento Clinico di Roma propone una raffinata e imperdibile incursione all’interno delle questioni del corpo (a)sessuato, del divenire donna e del rapporto tra pulsionale e reale. Una programmazione che raccoglie tra le formulazioni teoriche più avanzate sul tema, unite ai riferimenti all’esperienza infuocata della pratica analitica. Da segnalare poi il Dipartimento Clinico di Grottamare, che sul tema del “sesso” chiamerà a confrontarsi psicoanalisti, psichiatri e anche la filosofa Alenka Zupancic.
Tutte le informazioni sul sito dell’IRPA e sulla pagina Facebook ufficiale di Come gode un corpo?.










