13 novembre 2015

Il forum dell’arte contemporanea diventa permanente. E lancia tre piani d’azione ben definiti che riguardano formazione, pubblico-privato e promozione dell’arte italiana

 

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Archiviata l’esperienza “live” del Forum dell’Arte Contemporanea del Pecci, non si archivia invece  la discussione per elaborare un modello di sistema che possa migliorare la produzione e la veicolazione del contemporaneo in Italia. 
Per prima cosa con un sito che è diventato un vero e proprio archivio multimediale, in secondo luogo che l’attività continui come un osservatorio di continua messa in discussione di temi e aspetti del mondo dell’arte e d’altro canto, proprio per questa attenzione, un modello stabile per il sistema dell’arte contemporanea italiana.
Chiacchiere? No, perché nei prossimi mesi sarà redatto un documento da discutere con il mondo della politica, che imporrà il reperimento di finanziamenti senza i quali un processo di rilancio non potrebbe avere luogo – condizione che a Prato si era messa in chiaro in numerosissimi tavoli. Il governo sarà l’interlocutore privilegiato, dal momento che raccoglie una pluralità di destinatari (Ministeri della Cultura, dell’Istruzione, degli Esteri) a cui le proposizioni elaborate dal Forum sono già indirizzate.
Che cosa si chiederà? Per esempio che vengano effettuati interventi su tre aree fondamentali e strategiche: formazione; istituzioni e soprattutto facilitazioni nel rapporto tra enti pubblici e privati e promozione dell’arte italiana all’estero
Un gruppo di lavoro per ogni asse tematico, costituito tra esperti esterni e i membri del comitato coordinatore (i coordinatori di macroarea e i membri del comitato promotore), andranno a stilare il modello di sistema. Da condivider, ovviamente. Aggiornamenti in corso. 

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