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Testa di Arlecchino, di Pablo Picasso, dipinta nel 1971; Waterloo Bridge, London e Charing Cross Bridge, London del 1901, di Claude Monet; Ragazza che legge in bianco e giallo, di Henri Matisse, datata 1919, Donna davanti a una finestra aperta, di Paul Gauguin, 1898; Autoritratto di Meyer de Haan, dipinto nel 1890 e Donna con gli occhi chiusi, di Lucian Freud, quadro del 2002. Cosa sono? I pezzi rubati alla Kunsthal di Rotterdam la scorsa notte, in uno dei furti d’arte più incredibili mai avvenuti nella storia.
I pezzi facevano parte della mostra “Avanguardie”, appartenenti alla collezione della Fondazione Triton, che aveva inaugurato pochi giorni fa, lo scorso 7 ottobre. Emily Ansenk, direttore dello spazio olandese, che non ha una collezione permanente ma che ha una programmazione temporanea di opere provenienti sempre da altri musei o fondazioni, ha dichirato che si tratta di una serie di opere di “particolare valore”.
La mostra è stata realizzata in occasione del 20esimo anniversario del Kunsthal, struttura progettata da Rem Koolhaas che, appunto, aveva scelto di festeggiare con la collezione Triton al completo: oltre 150 artisti di proprietà del miliardario Willem Cordia e dalla moglie Marijke Cordia-Van der Laan.
Ed è ancora Ansenk a riferire: «Siamo fiduciosi nel lavoro della polizia che ha preso la vicenda con la massima priorità. Va da sé, inoltre, che le opere sono registrate a livello internazionale e ampiamente conosciute. Il loro valore non è negoziabile». Il museo in tutti i modi ha già riaperto, attirando anche il pubblico ammaliato dal mistero dei pezzi mancanti nell’allestimento.









