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Si intitola “Città del Grand Tour dall’Ermitage e paesaggi Apuani da collezioni Italiane” la mostra che da ieri, a cura di Sergej Androsov e Massimo Bertozzi, sposta a Carrara, nella sede della Fondazione Giorgio Conti di Palazzo Cucchiari, qualcosa come quaranta opere provenienti dal Museo dell’ Ermitage di San Pietroburgo per raccontare una parte di quello splendido e complicato “Voyage of Italy” che è stata meta degli intellettuali tra la fine del XVII e la prima metà del XIX secolo: un’esperienza, da compiere almeno una volta nella vita, per i rampolli delle principali famiglie europee.
Una “mania sociale”, in qualche modo anticipatoria delle nostre esotissime mete – con le possibilità di raggiungere e di spostarsi attuale – che all’epoca era una vera e propria formazione, e che prendeva le mosse dalla volontà di apprezzare e studiare le testimonianze del passato classico, greco e romano, i paesaggi italiani, le strade di Roma, Napoli, Firenze e i canali di Venezia.
Soste, giornate e visioni che hanno prodotto immagini, ritratti di luoghi, suggestioni psicologiche generate proprio dai pittori non italiani sul Belpaese. Ed ecco, così, che a Carrara si ritrovano i fiamminghi Jan Miel e Hendrik Frans van Lint, l’olandese Johannes Lingelbach, il tedesco Philipp Hackert, il francese Hubert Robert, e la schiera di vedutisti italiani di cui fanno parte Giovanni Paolo Panini, Ippolito Caffi, Giulio Carlini, Angelo Inganni.
Un resoconto tutto tricolore, all’epoca del turismo di massa e anche delle vacanze, affiancato anche a una sezione sulla “scoperta” del paesaggio apuano, con opere dal Museo Civico di Reggio Emilia, dall’Archivio di Stato di Massa, dalla Provincia di Massa-Carrara e da collezioni private, inteso a rappresentare una dei tanti luoghi ameni, per cui l’Italia fu da sempre considerata il giardino d’Europa.
Sopra: Giovanni Paolo Panini, Panorama con la predica di S. Paolo, 1744, olio su tela, cm. 63 x 82
Home page: Hubert Robert, Colosseo, 1752-73, olio su tela, cm. 98 x 135










