-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Parola mantenuta. Abbiamo ottenuto un ottimo risultato, i lavori del Maxxi proseguono. È soddisfatto il ministro dei Ben Culturali, Rocco Buttiglione, dopo che il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge per l’assegnazione dei 10 milioni di euro necessari per proseguire i lavori ai cantieri del Maxxi, il centro per le arti contemporanee romano, per l’anno 2006. Non erano mancate le polemiche, negli ultimi tempi, soprattutto da parte dell’ex ministro dei beni culturali Giovanna Melandri, e di Goffredo Bettini, presidente dell’Auditorium Musica di Roma, che temevano per il futuro del progetto di Zaha Hadid, e lanciavano la proposta di utilizzare – oltre ai 10 milioni ora approvati – parte dei fondi derivanti dal gioco del Lotto. Tale cifra consentirà di non bloccare il cantiere, ma solo fino a luglio – puntualizzava la Melandri. I fondi del lotto sono destinati a progetti specifici, mentre il Maxxi è finanziato come una “grande opera”, ed i capitoli di spesa fanno capo al ministero per le Infrastrutture – aveva risposto Buttiglione, ricordando che nonostante i tagli alla finanziaria sono riuscito a stanziare 10 milioni di euro che servono a far fronte alle urgenze immediate, ma non posso sottrarre ai beni culturali, a cui sono destinati, i fondi del lotto. Sull’argomento nei giorni scorsi ha voluto dire la sua anche l’architetto Giorgio Muratore, autorevole critico e docente a Valle Giulia: L’attuale avanzamento dei lavori si aggira intorno al 25/30%, mancano 40 milioni di euro per completare l’opera e circa 15 milioni per far funzionare il Museo. Se – nota polemicamente Muratore – sull’onda dell’ Effetto Bilbao non si fosse voluta giocare a tutti i costi la carta della Grande Firma e, invece che distruggerli, si fossero ragionevolmente riusati i vecchi capannoni industriali, a quest’ora avremmo un Grande Museo e ci sarebbero anche i soldi per investire nell’arte contemporanea… In ogni caso, per ora si va avanti. La palla passa a chi uscirà vincitore dalle urne il prossimo 9 aprile.
[exibart]











