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Aveva inaugurato la nuova ala sotterranea, 3mila metri quadrati di esposizione, proprio un anno fa, raccogliendo in un solo week end qualcosa come 20mila visitatori. Stiamo parlando dello Städel, il museo di Francoforte, eletto da un “conclave” di 200 storici e critici dell’arte tedeschi, riuniti in consiglio a Düsseldorf, come il non-plus utra dei musei teutonici. L’iIternational Association of Art Critics (AICA) ha premiato il Museo Stadel per il mix di capolavori della storia dell’arte internazionale e per la sua nuova estetica ultra contemporanea, che ha permesso di poter godere di capolavori di Dürer, Holbein, Rembrandt, Vermeer, Rubens, Mantegna, Botticelli e Tiepolo, e che era stata aperta grazie ad un crowdfunding che aveva coinvolto tutta la città a partire dal 2007, con la donazione di 7 milioni da parte della Hertie-Stiftung, fondazione nata per volontà di Georg Karg, fondatore dei magazzini Hertie, e proseguiti poi con gli istituti B. Metzler seel. Sohn & Co., Deutsche Bank, Tishman Speyer, e la fondazione del giornale “Frankfurter Allgemeine Zeitung”, fino ad arrivare ad essere un vero e proprio caso cittadino, con la raccolta di fondi di ogni tipo. Una filantropia collettiva, per la propria città, che è stata premiata non solo nelle “estetiche” ma anche nei numeri: nel 2012 hanno varcato le soglie del museo 400mila persone.




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