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Era il museo preferito di Jacqueline Onassis Kennedy, tanto che nel 1960 la first lady si oppose alla sua demolizione, e lo salvò da un destino a cui spesso sembrano condannati molti edifici storici americani. Perché quello che rappresenta la Renwick Gallery, spazio per le arti decorative e l’artigianato all’interno del complesso degli Smithsonian di Washington, è una storia d’altri tempi. Costruito nel 1859 di fronte alla Casa Bianca, il Renwick è il primo edificio americano progettato specificamente per mostrare arte. I lavori sono durati 2 anni, e costati 30 milioni di dollari, ma come ogni museo che si rispetti anche Renwick non si adagia sugli allori e per la mostra inaugurale, “Wonder”, ha commissionato a nove artisti contemporanei, tra cui Chakaia Booker, Tara Donovan, Maya Lin e Leo Villareal, la creazione di una serie di opere site-specific, con materiali poco ortodossi come insetti, pneumatici e biglie di vetro.
Originariamente destinato ad ospitare la collezione d’arte privata di William Wilson Corcoran, alla cui memoria il museo installerà una stampa 3-D della sua scultura preferita, Greek Slave (1873). Betsy Broun, direttore dello Smithsonian American Art Museum, ha dichiarato che il museo per almeno altro mezzo secolo non avrà bisogno di interventi.












