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Lo scorso 28 febbraio la notizia della cancellazione della retrospettiva di Hermann Nitsch dal Jumex Museum di Città del Messico e delle dimissioni del direttore Patrick Charpenel, che aveva dichiarato che, semplicemente, non era il caso di sbattere in faccia al pubblico violenza bella e buona, dopo che 43 studenti universitari erano stati assassinati da una banda locale di trafficanti, confondendo le acque dell’arte e della cronaca, dal Messico e dal mondo dell’arte in generale si erano levate una selva di polemiche.
Ora, ad aggiustare le sorti del museo, ci penserà la sua nuova direttrice ad interim, Julieta González, anche se Eugenio López Alonso, Presidente della Fundación Jumex Arte Contemporáneo, ha detto in un comunicato che non ha la benché minima intenzione di lasciar andare Charpenel, e che il museo è pronto a tornare a lavorare con l’ex direttore in veste di consulente e curatore.
Chissà ora che farà González, con la sua carriera al Museu de Arte de São Paulo, dove è stata recentemente nominata curatore aggiunto per l’arte moderna e contemporanea e, precedentemente, senior curator al Museo Rufino Tamayo di Città del Messico, curatore aggiunto al Bronx Museum of the Arts di New York e dal 2009 fino al 2012, curatore associato d’arte latinoamericana alla Tate Modern di Londra.
Tra i prossimi appuntamenti, qui, Gustav Metzger, Bernadette Van Huy, Nicolas Ceccaldi, e Peter Wächtler. E in autunno una mostra itinerante chiamata “Under the Same Sun: Art in Latin America Today”: 40 artisti contemporanei provenienti da 15 Paesi, a confronto.












