11 dicembre 2005

Il Pecci si salva dal fallimento vendendo la collezione. E dal 2006 cambia direttore

 

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Uno scorcio del museo concepito da Italo GamberiniSi avvia ad una faticosa risoluzione il problema-Pecci, che ha afflitto Prato negli ultimi mesi. Il centro d’arte contemporanea pratese –gravato da debiti per 1.3 milioni di euro- dovrebbe essere salvato dall’amministrazione comunale. Il Comune di Prato –questa la proposta della giunta- dovrebbe comprare per la stessa cifra la collezione del museo, per poi girarla al Pecci in comodato. La misura consentirebbe di appianare i debiti, con l’impegno da parte del museo di non farne di nuovi nel corso del 2006. Al direttore Daniel Soutif non sarebbe rinnovato il contratto (in scadenza il 31 dicembre) e la direzione sarebbe assegnata al curatore interno Stefano Pezzato.
Fin qui le decisioni della giunta in attesa di una quasi certa approvazione da parte del consiglio comunale.




[exibart]

7 Commenti

  1. Perchè non mettere tutto nelle mani del valido Risaliti?
    Lui, grazie alle strette amicizie con gli artisti, che si è guadagnato sul campo, organizzerebbe in breve tempo un paio di aste in favore delle casse del Pecci.

    In questi frangenti ci vuole gente che sa come spendere i soldi!!

  2. perchè invece non mette davvero in vendita pubblica alcune opere. ed una cordata di banche acquista..perchè sempre i comuni..
    il direttore… deve avere diretto un vero museo da almeno 10 anni e con successo,coadiuvato da buoni giovani curatori.

  3. Prato ai pratesi, direbbe il capitano della Lazio.

    Risaliti sta regalando, con sudore, un progetto innovativo ad una città di bottegai dormiglioni…
    per il pecci potrebbe essere una sorta di supervisore-garante, un ministro senza-portafoglio.

  4. oh gino, e perchè mai una banca dovrebbe comprare?le banche prestano soldi a interesse o lo danno a chi li deposita, non fanno i mercanti d’arte, che comprino i comuni così almeno creano un patrimonio della collettività…poi per quanto riguarda il direttore, se lo vuoi italiano non esiste con quei requisiti, per cui inutile fare troppo i sofistici come diceva Geppetto/Manfredi…

  5. L’importante, in questi frangenti, è conservare il patrimonio d’arte della collezione museale e rilanciare il Centro con una oculata attività culturale, evitando sprechi di denaro e soprattutto valorizzando le manifestazioni d’arte che da sempre caratterizzano questa istituzione pratese.

  6. fate curatore del pecci il più grande critico della storia d’italia degl’ultimi trent’anni: persona perbene, corretta, leale, diretta, omo de’ parola, il meno chiacchierato, il meno mondano,il poco politico,spessore intellettuale altissimo,l’uomo del futuro, ovverosia….ludovico pratesi

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