24 luglio 2013

Il più prestigioso Premio d’Oriente. Ecco i finalisti della prima edizione del “post-global” Hugo Boss Asia Art Prize

 

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da sinistra: Gerrit Ruetzel, Presidente & CEO, dell'area Asia Pacific di Hugo Boss Hong Kong; Larys Frogier, direttore del Rockbund Art Museum; Hjoerdis Kettenbach, Head of Corporate Communication & Arts Sponsorship di Hugo Boss. Photo courtesy Rockbund Art Museum e Hugo Boss
Un premio biennale, nato da una collaborazione tra il Rockbund Art Museum di Shanghai e Hugo Boss, che per il primo anno lancia l’Hugo Boss Asia Art, concorso per giovani artisti asiatici, invitati a rappresentare l’epoca di “post-globalità” e i cambiamenti sociali, economici e culturali nel Sol Levante. Dopo la nascita dell’Hugo Boss Prize, nel 1996, e la partnership della maison con Guggenheim, ora arrivano i finalisti di questa edizione inaugurale, che saranno in scena al Museo Rockbund dal prossimo 13 settembre. A contendersi il primo premio, 300mila yuan, equivalenti a 36mila euro, saranno Birdhead (Shanghai), Hsu Chiawei (Taipei), Hu Xiangqian (Pechino), Kwan Sheungchi (Hong Kong),Kit Lee (Hong Kong), Li Liao (Shenzhen) e Li Wei (Pechino).
Ma nel frattempo non vi sarà solo l’attesa, ma anche una piattaforma attiva di ricerca, per rimappare l’arte contemporanea in Asia con convegni, dialoghi, conferenze e pubblicazioni, attraverso le quali Hugo Boss si  propone di sostenere artisti contemporanei emergenti, in grado di decostruire i codici stabiliti d’arte e offrendo, secondo la mission che la casa rimarca”forme inaspettate, esperienze e significati differenti nel processo di creazione e di guardare alle immagini, strettamente collegate alle specificità dei loro contesti artistici, sociali e culturali, ma espresse in una nuova modalità forte, fresca, potente ed emozionale”. 
La giuria, per ogni edizione, sarà composta da curatori indipendenti, direttori di musei, critici d’arte e artisti coinvolti nell’art world non solo asiatico, ma internazionale. 
«Hugo Boss Asia Art sceglie di promuovere l’arte come spazio critico per discutere il futuro dell’arte contemporanea negli ambiti locali e internazionali. L’arte è soprattutto una pratica per dissenso piuttosto che di consenso, con la creazione di spazi di discussione, di pensiero, immaginando simboli, allegorie e tutte le altre metafore intrinseche della creatività, della cultura e del dinamismo sociale» ha detto Larys Frogier, presidente della giuria e direttore del Rockbund Art Museum. Appuntamento al 31 ottobre per sapere chi sarà sul podio, e di conseguenza dove puntare gli occhi al futuro.        

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