17 marzo 2016

“Il primo giorno” dell’Archivio di Pietro Fortuna. Da domani, a Roma, l’artista apre il suo spazio: quattro sezioni e una raccolta di 4mila opere su carta e 3mila volumi

 

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Nato a Padova nel 1950, per poi trasferirmi per moltissimi anni a Roma e in Umbria, Pietro Fortuna oggi di casa a Bruxelles, torna domani nella Capitale con un appuntamento specialissimo per inaugurare il proprio archivio.
In via di Pietralata al 157, dalle 19 si svelerà al pubblico il risultato di due anni di restauri, durati dal 2012 al 2014, e altrettanti di catalogazione di qualcosa come 4mila opere su carta, realizzate tra il 1975 e il 2012. Un lavoro decisamente importante, che si prevede di finire entro l’anno, e che proseguirà con l’archivio dei lavori fotografici e, ancora, con gli oggetti e le installazioni.
Ma oltre a “contenitore” della produzione dell’artista lo spazio diventerà anche ambiente per incontri, speech, seminari e mostre che saranno concepite esclusivamente site specific. In più sarà anche una biblioteca di oltre 3mila volumi, «che seguendo lo spirito di Warburg sono ordinati in funzione di un percorso tematico dinamico tale da tracciare sempre nuovi e imprevedibili itinerari di lettura e di studio», ci dice. 
Ecco insomma il primo passo, anzi “Il primo giorno”, come è stato ribattezzato l’opening da Fortuna, per un nuovo punto fermo nel panorama del contemporaneo romano: «Se per un inizio c’è solo un giorno, il primo, e per una fine ancora un solo giorno, ma l’ultimo, allontanando la bizzarra ipotesi di aprire e chiudere il mio Archivio la stessa sera della sua apertura, al di là di ogni forma scaramantica l’aspettativa di durare non vuole essere una semplice ricompensa alle fatiche che un’impresa di questo genere richiede, ma è ciò che dà senso alle stesse ragioni per le quali qualcosa merita di essere conservata. E non è certo azzardata la pretesa che le opere richiedono di non essere private di un avvenire, se non altro perché sono fatte di tempo; conservarle significa semplicemente restituire loro lo stesso tempo che prima hanno impegnato per essere quel che ancora sono, cioè un passato. La durata di un archivio sarà dunque l’unica forma di futuro che possiamo dare a quel passato. Nulla di più», spiega Fortuna. In bocca al lupo, per questo primo giorno e per tutti quelli che verranno! 
Sopra: Pietro Fortuna, Glory IV Alliance, 2014, GNAM-Roma

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