-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
E’ stato ripescato nel 1998 nel mar Mediterraneo, nel canale di Sicilia e sottoposto ad un restauro durato quasi quattro anni. Il Satiro danzante, un bronzo del IV secolo a.C. di rara eleganza e misteriosa bellezza sarà il simbolo del padiglione italiano all’esposizione universale che si aprirà ad Aichi in Giappone il prossimo 25 marzo.
Dopo infinite polemiche (ed un’assurda proposta di predisporre un clone della statua per soddisfare le richieste di prestito pervenute dai musei di mezzo mondo), dopo l’iniziale rifiuto da parte dell’Assessore ai beni culturali della Regione Sicilia (la statua appartiene al Museo di Sant’Egidio di Mazzara del Vallo) il Satiro si sposta.
Si diceva che fosse troppo delicato e fragile per viaggiare, che non si sarebbe mai mosso da Mazzara. Invece vola in Giappone, per una lunga vacanza che lo vedrà al Museo Nazionale di Tokio dal 19 di febbraio all’11 marzo e poi all’Expo, che secondo il ministro Urbani “è un’importante vetrina”. E le reticenze e i dubbi iniziali dove sono finiti? Nascosti nella speciale corazza messa a punto dai tecnici dell’Istituto Centrale del Restauro per il trasporto oltreoceano. Una sorta di guscio protettivo realizzato in fibra di carbonio, un materiale leggerissimo ma molto resistente che dovrebbe proteggere il fragile bronzo da un eventuale urto. (an.bi)
[exibart]









