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Un percorso che sta tra il sociologico e l’antropologico, ma che suona come una colonna sonora dei Goblin, degli Area, di Morricone o Battiato, e che ha il gusto del piatto italiano più conosciuto al mondo: gli spaghetti.
È il programma di NERO magazine che domani e dopodomani sarà a Monditalia, all’Arsenale di Venezia, con i workshop e le performance di Demdike Stare, Francisco, Von Tesla, Squadra Omega, Mamuthones, Heroin In Tahiti, Mai Mai Mai e i contributi e le parole di Costantino della Gherardesca, i critici Enrico Bettinello e Valerio Mattioli, Onga-Boring Machines e l’Associazione Alberto Grifi.
Un’operazione per raccontare con una serie di eventi quel che è stato lo “spaghetti sound”, particolare genere di musica emerso in Italia tra gli anni Sessanta e Settanta, mix di ricerca, avanguardia e contaminazioni pop che prese piede grazie alla sua natura di colonna sonora per film di cassetta, per la sua circolazione nei palchi dei centri sociali e nei movimenti contro-culturali.
I gruppi invitati illustreranno al pubblico come questo tipo di immaginario viene materialmente riutilizzato all’interno della loro musica, spesso pensata come omaggio alle atmosfere italiane del periodo, e domenica il concerto della “new wawe spaghettara” della musica, con la partecipazione dei Mamuthones, Squadra Omega, Mai Mai Mai e Heroin in Tahiti sarà aperto dalla proiezione di Parco Lambro ’76, film di Grifi, che documenta l’evento (il Festival del Proletariato Giovanile o l’Apocalisse del Pop) che simbolicamente mise fine alla decade dell’esplosione creativa in Italia. Sottocultura? Underground in riscoperta? Piuttosto “Il primo tentativo di analisi di un fenomeno molto particolare che resta tuttora uno dei pochi prodotti della cultura italiana in grado di differenziarsi dai predominanti modelli della cultura pop americana ed anglosassone”, si legge tra le righe dell’evento. Cibo per le orecchie!












