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Che forma potrebbe avere quella particolare relazione che intercorre tra l’occhio e l’oggetto, il limite tra l’agire e l’azione? Guido van der Werve ha immaginato, per questo legame, una complessa struttura sonora, che potremo ascoltare in occasione di Nummer achttien, the things that lie behind us. Third movement, menuet funebre, performance inedita, accompagnata dall’Orchestra Filarmonica dei Navigli, che si terrà il 9 aprile, alle 18.30, a tre giorni dalla chiusura della mostra “Auto Sacramental”. La retrospettiva, a cura di Atto Belloli Ardessi e Ginevra Bria, ospitata dagli spazi di Futurdome, museo indipendente che ha sede in uno storico palazzo Liberty di Milano, è la più estesa ricognizione sulla ricerca dell’artista olandese e include venti lavori, tra film, videoinstallazioni e composizioni musicali.
Dedicata a esaminare i limiti dell’agire umano e di un oggetto in azione, la performance, eseguita dai venti elementi dell’orchestra, mostra una pratica fisica che stimola il movimento dello sguardo mentre riceve forma, un moto che emerge come risultato di un legame tra il corpo umano e la fine dell’oggetto. Lo scopo non sarà quello di rafforzare gli impulsi a vivere una relazione fisica con le cose, ma sarà focalizzato nel facilitare immaginari che rendano questa relazione visibile. Il pubblico assisterà alla dissoluzione dei limiti umani imposti dal corpo dell’artista nella composizione di musica classica; brani che si fonderanno con i lavori esposti, in un conclusivo “Auto Sacramental”.










