12 maggio 2014

Inaugura un nuovo gioiello italiano: l’Opera di Firenze. Seguendo le esigenze della musica, tra acustica ed architettura

 

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Sala Opera di Firenze, Courtesy S. Conta & Müller – BBM, München, 2014 (tutti i diritti riservati)

Firenze ha salutato il nuovo Teatro dell’Opera, che entra così a pieno regime come nuova sede del Maggio Musicale Fiorentino. Il nuovo edificio progettato dallo studio d’architettura ABDR di Roma, è un complesso costituito da un’imponente sala per la lirica con 1800 posti, la cavea, uno spazio open air ricavato sulla copertura della sala stessa e che può ospitare fino a 2200 spettatori, a cui si aggiungono laboratori e sale prove.
L’acustica ne fa un teatro di livello internazionale, frutto del lavoro di Jürgen Reinhold, ingegnere tedesco che ha lavorato, tra i numerosi progetti, alla ricostruzione del Teatro la Fenice a Venezia, al restauro del Bolshoi di Mosca e alla costruzione del Nuovo Teatro Mariinsky a San Pietroburgo. 
Progettata seguendo le esigenze più profonde dell’opera lirica e dei musicisti, in primis del maestro di fama mondiale Zubin Mehta, storico direttore dell’orchestra dell’Opera di Firenze, l’eccezionalità del suono nella struttura è stata resa possibile dalla collaborazione tra lo studio ABDR e Reinhold, instaurata già nelle primissime fasi del progetto. La forma della sala è basata sulla compenetrazione tra un minimalista piano inclinato in legno e la classica pianta della sala a forma ferro di cavallo, che dà origine alla fusione della forma dei teatri storici italiani con una linea architettonica contemporanea. In essa è stata sperimentata una novità assoluta: sulla parte visibile delle pareti è stata applicata una rete metallica trasparente che consente di gestire in modo indipendente suono e architettura, riuscendo così ad assecondare le esigenze di entrambe e ad ottenere il massimo da ciascuna in una profonda unitarietà sia di funzioni che di intenti. Dietro la rete metallica, dal caldo aspetto ramato e un’impensabile leggerezza visiva, è celato l’ensemble di elementi che servono a portare il suono dal palcoscenico agli spettatori e a conferire la giusta risposta verso orchestra e cantanti: il risultato è una sala concerti che musicisti e cantanti definiscono strepitosa per la purezza e per il dialogo tra strumenti e voce che vi si può instaurare, grazie alla possibilità di lavorare su ciascuno di essi in modo estremamente dettagliato. 
Un primo assaggio di questa nuova e grande architettura era stato offerto al pubblico nel 2011 con l’inaugurazione della sala in configurazione concerto. Si attende ora l’inizio di una nuova tranche di lavori per realizzare un terzo spazio, già abbozzato nel progetto originario: una sala per concerti di sinfonica per mille spettatori, per coronare il sogno di un nuovo tempio italiano della musica. (S.C.)

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