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Quaranta progettisti, e una fondazione per preservare la cultura dell’architettura nel Paese che – forse più di ogni altro al mondo – si rinnova costantemente e camaleonticamente.
Non siamo a Tokyo, ma alla Triennale di Milano, dove fino a domenica è in scena “Archi Depot”, dal nome dell’organizzazione istituita nel 2015 per tutelare modelli e disegni della cultura progettuale giapponese. Lo scopo principale della fondazione è quello di conservare e mostrare al pubblico i modelli architettonici che, ancora oggi, svolgono un ruolo importante nel trasmettere a un vasto pubblico la visione e il pensiero degli architetti.
Un vero e proprio museo nel museo, a cura di Setsu Ito & Shinobu Ito dell’omonimo studio, che rispecchia i principi e le caratteristiche del futuro Archi Depot Museum che aprirà a Tennnoz, nella Capitale nipponica.
Una visita dunque in esclusiva, senza dover fare migliaia di chilometri, e che vi porterà al cospetto di Kengo Kuma, Tetsuo Furuichi, Shigeru Ban, Koh Kitayama, Riken Yamamoto, solo per citarne alcuni. Il progetto orientale non è mai stato così vivido, e forse nemmeno così a portata di mano, specialmente con tale varietà. Scoprite qui la mostra, con la nostra gallery.
Photo credits
Per le foto modelli, credit: Archi Depot Foundation
Per le foto della mostra, credit: David Zanardi















