23 febbraio 2017

Jaume Plensa per il “rinnovo costante della scultura”. All’artista spagnolo il Velázquez Visual Arts Prize 2013

 

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Non ditelo a Nocera Umbra. Anzi, ditelo eccome. Perché visto che la Prodigiosa Fontana Individuale (di cui ci siamo ampiamente occupati qualche tempo fa) per alcuni burocrati del comune non è un’opera d’arte da tutelare, forse la notizia che l’artista spagnolo, nato nel ’55 a Barcellona, è stato insignito del Velázquez Visual Arts Prize, magari potrà essere di aiuto per comprendere che esiste anche un “rinnovo del linguaggio plastico della scultura, integrando la poesia e la concettualizzazione in disegni di grande intensità estetica”. Esatto, avete appena letto la motivazione dell’assegnazione del Premio da parte del Ministero dell’Istruzione, della Cultura e dello Sport spagnolo. Il Premio è stato istituito nel 2002 dal governo iberico per omaggiare i successi dei suoi artisti visivi, ma Plensa non è nuovo ai trofei: quest’anno ha ricevuto anche il Premio Nazionale di Spagna per la Grafica, mentre l’anno scorso aveva ritirato quello dedicato alle Arti Plastiche. E se non basta, dopo averlo visto a Glasstress a Venezia, e in permanenza come scultore nel rinnovato museo del violino di Cremona -solo per citare due spazi italiani-, chi sarà a Miami potrà vederlo all’interno dello stand della Galleria parigina Lelong. Un rapporto ottimale con la Francia, dove quest’anno l’artista ha anche presentato undici grandi sculture in una serie di spazi pubblici a Bordeaux. Il futuro? Nel 2014 sarà in mostra a Chicago, per celebrare il decimo anniversario del Millennium Park, sede della famosa Crown Fountain. Ma non ditelo in Umbria.

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