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Il suo nome lo ha legato indissolubilmente a quella che, nel corso degli ultimi anni, è stata un faro per la sperimentazione dell’arte contemporanea non solo in Gran Bretagna ma nel mondo intero: la Serpertine Gallery.
Julia Peyton-Jones, la sua direttrice, ha consegnato le dimissioni e lascerà lo spazio il prossimo luglio, dopo venticinque di onorata carriera all’ex padiglione del tè nei giardini di Kensington, che si è unito nel 2013 alla Sackler Gallery.
Da queste sale sono passati Ellsworth Kelly, Gerhard Richter, Jeff Koons e Marina Abramovic, Damien Hirst, Gary Hume e Rachel Whiteread, e dal 2000 è stata attivata anche la commissione annuale, che ha portato qui a lavorare Zaha Hadid, Oscar Niemeyer, Rem Koolhaas, Frank Gehry, Peter Zumthor e Herzog e de Meuron.
Un addio, come non poteva essere altrimenti, con milioni di ringraziamenti agli “eccezionali artisti” e ad un compagno di viaggio molto speciale: il co-direttore, dal 2006, e direttore dei progetti internazionali, Hans Ulrich Obrist. Che ora prenderà in toto il posto della sua vecchia collega?












