-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Spenta la polemica innescata dalla Lega Antivivisezione contro i cavalli vivi esposti nella sua mostra napoletana, giunge da oltreoceano una nuova grana per lo scultore greco Italy based Jannis Kounellis. Che questa volta risulta però parte lesa, in una causa intentata a Los Angeles contro il discusso dealer Douglas J. Chrismas. Accusato – precisa il Los Angeles Times – di aver disatteso un contratto orale circa le percentuali a lui spettanti per la vendita delle opere di Kounellis, e di essersi poi rifiutato di restituire le opere non vendute. Il mercante non sarebbe peraltro un novizio delle aule di tribunale: già negli anni ’80 sarebbe infatti stato coinvolto nel furto di sette importanti opere, di autori come Robert Rauschenberg, Andy Warhol, Frank Stella, Donald Judd, oltre ad essere stato sottoposto a procedura fallimentare per sei volte dal 1982. Kounellis ha chiesto danni per venti milioni di dollari.
[exibart]










perchè ne ha bisogno…..
Poverino
ah! che bella cosa l’art pour l’art!
kounellis non è uno scultore. lui si professa da sempre un pittore
si dovrebbe far causa alla maggior parte dei galleristi, sopratutto quelli italiani, visto il modo in cui si comportano: tanta arroganza, tanta ignoranza, poca classe, ma sopratutto non pagano o non ti restituiscono il lavoro.
Forse un contratto scritto sarebbe meglio? Non credete?
eh no, perché coi contratti scritti ci si pagano le tasse…
scambiamoci i galleristi con i dirigenti del calcio,diventeremo più ricchi.
si,
non lasciamoci infinocchiare…esigiamo sempre dei contratti scritti (anche solo su carta semplice o per pochi mesi, ma firmati!)o sono inevitabilmente guai. Chi desidera il nostro lavoro si impegnerà senza problemi. Non accontentiamoci del fittizio: vediamo come va, lasciami i pezzi..blablabla..ecc…. QUESTO E’ UN LAVORO!! Non date nulla in conto vendita, non serve a niente. Quando un gallerista crede veramente in voi… vi cerca. Questa è l’unica modalità che dobbiamo essere in grado di dettare…prima su tutto a noi stessi..
ma il kounellis non aveva un’esclusiva ..orale con la sonnabend…
che ci faceva a los angeles.. arte..poverino.
chi è causa del suo mal.. pianga se stesso.
dovrei intentare anch’io una causa a una gallerista..purtroppo il mio caso non solleverebbe alcun polverone mediatico
e allora…alziamolo qui sto polverone sui galleristi.Questo è il luogo adatto, dove le parole hanno un senso e le orecchie “guardano” con attenzione. La redazione di Exibart per onestà intellettuale dovrebbe far passare i nomi senza più credenziali. proviamoci. raccontiamo le nostre storie, senza farne uno strumento vendicativo ma con onestà intellettuale. o spostiamoci in un forum
In effetti la situazione italiana è ormai a limite, bisogna regolare i rapporti di lavoro che specie i giovani hanno con i presunti galleristi.
Caro Exibart perchè non cogli l’occasione è approfondisci l’argomento?
Quali sono le forme di contratto ragolari che un artista può stipulare con un gallerista?
Vige la regola del 50 e 50 tra autore e venditore, ma se l’artista è alle prime armi la percentuale si abbassa fino allo 0.
però… quanto si rosica facilmente!!!!
Contratto scritto no?Perchè no?Chi garantisce l’artista del suo lavoro?Rapporto fiduciario?Mah?Meglio un contratto scritto,acconto,no?
Credo che sia la cosa migliore da farsi!