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Con la personale The Angel of Fireplace di Lucia Leuci inaugura la sua attività espositiva l’Associazione Kyo, un nuovo spazio collocato nel quartiere San Pellegrino, cuore storico di Viterbo. L’associazione si era già presentata promuovendo, in marzo, la collettiva StARTrek The Next Generation, presso Palazzo Orsini, sempre nella capitale della Tuscia. Ora l’avvio della programmazione in questo spazio proprio, Kyo Art Gallery, con una serie fotografica che l’artista pugliese sviluppa all’interno di un’abitazione abbandonata, dove una figura con un costume rosso passa di stanza in stanza. Ambienti pieni di oggetti di ogni tipo, dove il fantasma rosso si confonde con essi, se ne appropria e ne diventa parte integrante. Curata da Antonella Pisilli, la mostra ha un catalogo edito da Gangemi, con l’intervista a Lucia Leuci di Manuela de Leonardis.
Inaugurazione: sabato 28 aprile 2007 – ore 18.00
Dal 29 aprile al 27 maggio 2007
Via San Pellegrino 55 – Viterbo
Orari: ven – sab 17, 00 – 19,30 / dom 11,00 -13,00 e per appuntamento
Info: 0761340378 – 3397865017 – ufficiostampakyo@tele2.it
[exibart]














Ma perchè la Leuci non fa mai nulla di nuovo?
un’istallazione, un lavoro site-specific, dei manufatti, ormai non basta più presentare 10 fotografie digitali da una performance arrangiata! Lo possiamo fare tutti questo! l’effetto Bicroft non si può ripetere all’infinito, va alimentato di nuovi stimoli!
Per quanto ne so io la Leuci non ha mai fatto performance e c’è una grossa ricerca dietro il suo lavoro. Se non si ha la capacità di guradare oltre le immagini non è certo colpa dell’artista. Sarebbe bene avere l’abitudine di frequentare le mostre invece di guardare solo qualche immagine online, prima di parlare.
Gentile Gianluca, se queste immagini non sono tratte da una performance, mi spiace dirtelo ma stai denigrando ancor di più questo lavoro!
Ti informo che una performance può essere pubblica ma anche privata (come in questo caso) in cui il mezzo video o delle fotografie ne sono la testimonianza!
E che di vedere le donne-fate, versione lather o versione-trans, che si camuffano o che si strusciano come bisce, non se ne può più!
La donna ormai esce da questi schemi!