20 ottobre 2005

La carica dei 200 mila. E a Brescia si teme la sindrome cefaloscopica…

 

di

Paul Gauguin - Donne di Tahiti - 1891 - olio su tela - 69x91, cm - Musée d
Cefaloscopica? Tranquilli, non siamo impazziti, niente di medico o di preoccupante. È solo la sindrome del vedere più teste che quadri che ha colpito molti degli spettatori delle mostre-evento del Re Mida Marco Goldìn, ammassati felici come sacchi di farina nelle varie sale espositive. Ma le gongolanti veline degli uffici stampa, che raccontano di oltre 200.000 prenotazioni per i Van Gogh e i Gauguin, assicurano un aumento degli spazi “con sale lunghe fino a 60 metri per annullare qualsiasi effetto negativo”. La mostra apre a brevissimo. Provare per credere. E fateci sapere… (d.c.)

[exibart]

1 commento

  1. Sono stato alla mostra a metà febbraio.

    Purtroppo era un guardare più teste che quadri, ma con un po’ di pazienza si vedeva tutto.
    Certo che i gruppi guidati facevano muro, a volte insormontabile.

    Inoltre, i corridoi sono lunghi, e l’idea è che si passi da una parete a quella di fronte, zigzagando per vedere quadri dello stesso periodo e dello stesso autore.
    MA questo era impossibile, data la marea di gente: così vedevo il primo Vang Gogh, poi Gauguin, poi tornavo indietro dall’altro lato, vedendo ancora Gauguine e il primo Van Gogh…

    L’illuminazione, bassa, a mio parere molto pessima.
    Quadri luminosi, dipinti in zone tropicali o nel Nord Europa in Estate, quando la luce sembra non voler mai tramontare…e a Brescia tutto buio con dei faretti sui quadri!
    Da miopia.

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