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Due giornate (abbondanti) di chiusura del Museo principale della città -per inciso uno dei gioielli dell’arte medievale a livello planetario- sotto le festività natalize. La motivazione? Consentire ad un catering di allestire la “cena degli auguri” che il comune deve servire ai suoi amici.
Sembra inaudito, specie in tempi in cui i turisti bisogna conquistarseli uno a uno sul mercato internazionale. Eppure a Siena il Palazzo Pubblico (uno scrigno che contiene affreschi dei Lorenzetti e di Simone Martini) si è dovuto sorbire due giorni e mezzo di chiusura per ordine del sindaco che deve “organizzare per gli auguri alla città”.
E come ovvio i turisti arrivati apposta da Sidney o da Tokio per vedere la Maestà o il Guidoriccio, il prossimo anno se ne andranno in Spagna.
[exibart]














Con la presente si invita il sindaco Cenni Maurizio a farsi da parte. Per il bene di Siena.
A casa! Barbari!
Questa brutta abitudine sta prendendo piede anche a Firenze, dove si chiudono anticipatamente gallerie e musei pubblici per cene banchetti e quant’altro organizzati da privati che affittano questi monumenti di tutti.
Lo trovo indecoroso e squalificante, soprattutto perché chi vuole semplicemente ammirare le opere d’arte e magari è venuto appositamente da lontano viene penalizzato.
Con tutte le ville e i castelli privati, anche antichi e prestigiosi, che offre la Toscana… c’è bisogno di monopolizzare i Musei pubblici?
Complimenti al buon gusto del sindaco… Ma si puo fare una cosa del genere? A questo punto per le solenni celebrzioni del suo compleanno sarà il caso di prenotare il Duomo… ma solo per gli amici, s’intende… Complimenti a lui ed a quelli che ci sono andati.
mi auguro ed auguro a Siena che la cena serva a raccogliere fondi per valorizzare il museo e magari tenerlo aperto di più!!!!
Se così non fosse, auguro ai convitati una bella indigestione!!!
Sarebbe stato davvero lodevole se la cena fosse stata offerta ai visitatori come cadeaux natalizio. Ben inteso: per cena, un frugale mix di piccole leccornie toscane, disposti artisticamente su piatti di ceramica fiorentina, un buffet insomma, accompagnando il tutto con un calice di degustazione.
Comunque, a Milano anni fa la Santachè (Alleanza Nazionale) ha fatto chiudere una strada per allestire con saltimbanchi e spettacoli vari, la festa di compleanno per il figlio.
Trovo interessante vedere da parte degli amministratori locali un ritorno ai costumi medioevale; peccato solo che all’epoca, quelli che oggi sono luoghi di proprietà pubblica, erano per l’appunto: proprietà privata.
Ma non si possono proprio denunciare simili ingerenze? Avvocati! esprimetevi per cortesia.
Angelo Errico
(Milano)