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Giro di boa ai vertici degli Uffizi. La storica direttrice, Anna Maria Petrioli Tofani, se ne va. Dopo 41 anni di onorato servizio è arrivato il momento della pensione. Aveva chiesto un prolungamento del servizio di altri tre anni, ma, pochi giorni fa, è arrivato il rifiuto dall’alto. Niente di ufficiale ancora, ma pare che il Ministero del Tesoro e dei Beni culturali non abbia sufficienti fondi per accettare una permanenza straordinaria, che equivarrebbe, tecnicamente, a una nuova assunzione.
Non nasconde una certa amarezza la Tofani, a cui non è stato offerto nessun ruolo alternativo all’interno del Museo. Si accontenterà di prestare un servizio di volontariato presso il Gabinetto di Disegni e Stampe, per collaborare con la nuova direttrice, Marzia Faietti, nella cura degli inventari.
Nuove gratificazioni arriveranno però dall’estero: un anno a Washington, come professore all´interno della National Gallery, e il lavoro nella commissione internazionale per i progetti di ampliamento all´Hermitage. (Sighele Giovanni)
[exibart]










Questo la dice lunga su quale importanza assegnamo al lavoro. Sembra quasi che è il lavoro a definire l’uomo e non il contrario.
Io sono se lavoro. Io sono il mio lavoro. Io sono lavoro.
Altro che essere.
Io non esisto se non lavoro.
Auguri a Marzia Faietti e un sincero grazie alla Petrioli Tofani per quanto ha fatto per il prestigioso Museo fiorentino degli Uffizi. Gerardo Pecci, Storico dell’arte.
e dai! era ora!se questo è l’andazzo generale!
seppur lei pareva una brava persona,non se ne può più di queste mummie attaccate ai posti di potere e di LAVORO ! valanghe di givani storici dell’arte non avranno MAI la possibilità di essere assunti nelle soprintendenze perchè i concorsi non si fanno più e questi qui non vogliono mollare l’osso! e i poveri assistenti tecnici museali che veltroni assunse a tempo determinato 5 anni fa per fare teoricamente belle cose e invece marciscono a fare i custodi la domenica e che si vedono rinnovare di anno in anno un misero contratto di 400 euro al mese ??
o tempora, o mores
scusa zietta, fermo rimanendo che uno non deve morire attaccato alla sedia dell’istituto in cui sta, guarda che i concorsi mica li bandiscono i funzionari tecnici (cioè gli storici dell’arte, noti e malnoti). I concorsi li indicono gli amministrativi dei ministeri, su sollecitazione dei direttori generali (in genere, come saprai, non storici dell’arte), su impulso dei ministri (non storici dell’arte, a parte uno, e purtroppo fu un treno perso, come anche un notorio sottosegretario che si è fatto buttare fuori, e che invece di fare degli show poteva fare qualcosa per la categoria). Ergo “questi qui che non vogliono mollare l’osso” sono, per la maggior parte, vecchie volpi di lungo corso, edotte in tutela, conservazione e dottrina giuridica, che hanno snasato dove si andrà a parare, ad esempio con fondazioni e controfondazioni museali, oppure con dismisioni e alienazioni, e in genere sono personaggi poco malleabili. Vengono sostituiti con la storia delle retribuzioni, ma ho l’impressione che non ci sia, con calcolo pensionistico, questa differenza significativa per le sorti economiche del paese. E con le nuove nomine si è assistito a certi caroselli geografici… I concorsi andrebbero certo fatti, per garantire il debito ricambio, per punti di vista nuovi, e per non far, in prospettiva, scomparire le figure (quelli dentro bene, fino ad esaurimento…!), fermo restando il fatto che non si vive sulla luna, quindi, con tutta la necessità sacrosanta di storici dell’arte, conservatori, curatori, divulgatori, in questo paese, bisogna anche dire che, se sono valanghe, le valanghe sono sempre eccessive, e i lavori con questa specialità devono necessariamente differenziarsi. Sarebbe come pensare che ogni laureato facesse poi la carriera universitaria. saluti e in bocca al lupo.
sempre eccessi?!
congratulazioni per la pensione che speriamo tutti sia dignitosa. i ricambi mi sembrano necessari, non so da quanti anni la detta fosse in carica ma in genere se uno sta troppo in un posto finisce per considerarlo un pò troppo proprio e per consolidare sempre meno virtù e sempre più vizi… forse non era il caso suo ma un pò d’aria nuova non guasta. vogliamo medici e magistrati di 75 anni in carica? io ne ho una ventina meno e penso spesso a mare e campagna…sarò io quello strano?