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Secondo il team del professore Pier Giorgio Righetti del Politecnico di Milano, che aveva condotto le ricerche, le opere in formaldeide di Damien Hirst, esposte anche nella grande mostra alla Tate nel 2012 -tra cui Mother and child divided, composta dalle quattro vasche contenenti i celebri mucca e vitello sezionati- aveva affermato che i vapori sprigionati erano di 5 volte superiori rispetto agli standard di sicurezza dell’Unione europea, che ha fissato il limite a 0,5 parti su un milione.
Ora, però, pare che Righetti abbia ritrattato, anche a seguito di un’indagne dell’azienda Science Ltd, insieme al chimico-fisico di Oxford Claire Vallance. Science Ltd, va detto, è una società finanziata dallo stesso artista: a buon intenditor poche parole. Fatto sta che, secondo i competitor del professor Righetti nessuno dei test ha mostrato letture di formaldeide superiori a 0,1 parti per milione. Nessun rischio per i visitatori insomma, né ieri né domani, specialmente perché in fin dei conti – davanti al mito – si può chiudere un occhio. O tutti e due.










