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Vediamo la guerra ogni giorno, dagli schermi dei nostri computer, delle televisioni, degli smartphone. E se, improvvisamente, fosse a pochi metri da noi, poco oltre la finestra di casa nostra? Intorno a questo dubbio, su questo spostamento del punto di vista, agisce Giant, il film di Milica Zec che verrà presentato, in occasione di un incontro con la regista, moderato da Piero Zardo, al MAXXI venerdì, 6 ottobre, dove rimarrà in proiezione fino a domenica, 8 ottobre.
Zec, che ha già numerose collaborazioni di prestigio alle spalle, come quella con Marina Abramović per The Artist is Present, ha realizzato il film in collaborazione con Winslow Turner Porter III, sviluppandolo nell’ambito del programma NEW INC del New Museum di New York e con il supporto dalla Fondazione Piano Terra, istituita nel 2013 con l’obiettivo di promuovere progetti che utilizzano la cultura e l’arte come strumento di emancipazione e di sviluppo. L’opera è nata dall’esperienza personale di Zec, cresciuta nella Serbia dilaniata dal conflitto civile degli anni ’90, e attraverso lo strumento della realtà virtuale porta lo spettatore nell’epicentro di un conflitto, insieme a una comune famiglia americana. Siamo prigionieri della nostra unica salvezza, chiusi in uno rifugio, in uno scantinato, mentre fuori la terra trema per le bombe. Ma non sappiamo quale guerra stiamo vivendo, «Lasciamo che sia il pubblico a immaginare quando e in che parte del paese, l’importante però è che il racconto si svolga in America: il nostro è un messaggio universale che però è indirizzato all’audience occidentale», ha spiegato Zec.












