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Vuoi vedere che alla fine se l’è portata a casa il Cavaliere? Cosa? Stiamo parlando della scultura dello scandalo, quella presentata nel giugno scorso dall’artista russo Michail Misha Dolgopov al Festival “Spoleto Arte”, curato da Vittorio Sgarbi, che aveva sollevato un polverone a causa della “natura” della statua: l’opera infatti è la riproduzione di un atto di fellatio ad un uomo con il volto che allude, molto poco velatamente, alle sembianze di Silvio Berlusconi.
Ora la scultura pare sia finita a Bari, a casa di un misterioso collezionista che però potrebbe essere un semplice prestanome per un non precisato “famoso imprenditore italiano”. La cosa più sconcertante però è il prezzo per il quale la scultura sarebbe stata venduta: due milioni di euro. Sì, avete letto bene, il bronzo che Sgarbi fece coprire con un telo, aumentandone la portata scandalistica, vale quattro miliardi delle vecchie lire. Naturalmente non poteva mancare un commento del critico d’arte più chiacchierato del Paese, che ha dichiarato: «Mi sembra spropositata la somma di due milioni di euro per una fellatio. E comunque, se è effettivamente questa la cifra, sarebbe la fellatio più costosa della storia dell’arte». Un prezzo che chiude (speriamo) l’era del divertissement da fiera paesana, ma che è una bazzeccola se confrontata ai vari “regali” che aveva a suo tempo elargito l’ex premier al suo entourage.









