05 aprile 2009

L’annus horribilis di Eduardo Cicelyn. Madre dissequestrato, casa sequestrata…

 

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Eduardo CicelynNeanche il clima pasquale ormai sempre più vicino pare portare requie nell’esistenza di Eduardo Cicelyn, il vulcanico direttore del napoletano museo Madre. Dopo che la scorsa settimana era giunto il provvedimento di dissequestro del museo dopo l’affaire Madrenalina – che aveva avuto i suoi sviluppi, con tanto di conferenza stampa del direttore che si dichiarava “perseguitato politico” -, ora Il Giornale di Napoli da notizia di un nuovo sequestro, che stavolta riguarda la casa di Cicelyn. Un grande appartamento nell’elegante via Costantinopoli, in un palazzo ex sede dell’Arin (la società che gestisce l’Acquedotto di Napoli), dove il direttore avrebbe realizzato un soppalco ai violazione ai vincoli paesaggistici, ragion per cui sarà costretto a ripristinare lo stato dei luoghi. Se questo episodio offre il fianco al teorema del complotto, già avanzato da Cicelyn, qualcuno comincia a domandarsi perchè mai il presunto accanimento prenderebbe strade secondarie, salendo su un soppalco…

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4 Commenti

  1. Forse era meglio che Cicelyn continuava a fare il giornalista al Mattino, avrebbe fatto meno danno anche se avrebbe tratto minori benefici che essere la “longa manus” di Bassolino per l’arte che conta (in miliardi!). Ma si sa che nel mondo del potere si sale e si scende spesso non per meriti propri, ma perchè legati al carro del capo. E in questa fase viene da pensare al detto napoletano “acchiapp ‘o carr ‘pa scesa” (acchiappa il carro per la discesa). E ancora una volta è confermato l’adagio che è faticoso e difficile salire mentre ci vuol poco a “ruculiare” (rotolare) in basso, un’amara constatazione di quanti avevano creduto in Bassolino, me compreso che nel 1994 lo avevo definito “condottiero della rinascita” dedicandogli una grafica come faceva nel 7-800 il grafico-plebeo verso il nobile (come si sono rivoltati i tempi essendo io un grafico-nobile…!!!)
    Circa il suo appartamento chissà perchè sorge subito il dubbio di privilegi tra istituzioni invece di essere stato affittato (o comprato) a prezzi di mercato da un qualsiasi privato come fanno i poveri “mortali”. Dispiace che il presidente dell’ARIN (acquedotto di Napoli) sia l’amico Maurizio Barracco, ‘o barone, gran signore che non ha certo bisogno di privilegi essendo ricchissimo di famiglia

  2. L’appartamento è di 110 mq (grande?), il soppalco non è abusivo (regolarmente autorizzato dalla Soprintendenza), c’era una difformità costruttiva, anzi due, per complessivi 2 mq (!). Il cantiere è stato dissequestrato da tempo e le difformità eliminate con due (dico 2) colpi di piccone. L’appartamento è stato acquistato dalla società Firrao che, ovviamente, nulla ha a che vedere con Arin o con Maurizio Barracco, a un prezzo di mercato regolarmente denunciato (dato che si paga l’Iva quando si compra da un privato).
    Ragazzi, andateci piano, ché poi arrivano le querele. Dico anche a voi del sito, eh!

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