07 aprile 2016

L’antico dove non te lo aspetti. Quattro giorni alla scoperta dell’archeologia nascosta sotto le strade di Napoli

 

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«Guarda com’è bella questa mensola, pensa che l’ho costruita con un pezzo del teatro romano». In ogni casa del centro storico di Napoli c’è un po’ di archeologia e non si tratta solo di abusivismo e appropriamenti indebiti ma anche di una stratigrafia organica tra le epoche, che ha portato alla formazione di estesi conglomerati di prossimità architettonica. Così, può capitare che una casa popolare sia ricavata in un’ala di un palazzo nobiliare, che una fermata della metropolitana sia scavata su un molo greco, che immergendosi nelle fresche acque di Posillipo ci si imbatta in un ninfeo, che un vicolo attraversi il proscenio di un teatro romano inglobato tra gli edifici. Quando ci si sente sopraffatti dalla stanchezza e dallo stress urbano, potrebbe giovare al ristoro sapere che si stanno attraversando gli ambienti di un lussuoso edificio termale di età imperiale.
Per colmare questo gap di conoscenza tra il quotidiano e l’archeologia, dal 7 al 10 aprile, il Museo Archeologico e alcune associazioni locali, come il Gruppo Archeologico Napoletano, la società di servizi per l’archeologia Apoikia e il Centro Studi Interdisciplinari Gaiola onlus, hanno organizzato una serie di incontri e visite guidate, alla scoperta di alcuni siti “nascosti” tra strade, cantieri e fondali sottomarini. Quattro giorni per seguire le tracce di Parthenope, l’antica città della Magna Grecia, e di Neapolis, la parte nuova fondata dai cumani, frammenti di antico diffusi nel tessuto urbano contemporaneo. 
Si inizia giovedì 7 aprile, con un incontro al Museo Archeologico durante il quale Adele Campanelli, Soprintendente Archeologa della Campania, Paolo Giulierini, Direttore del Museo, Nino Daniele, Assessore alla Cultura, presenteranno gli interventi di Daniela Giampaola, sullo scavo del porto antico di Napoli, di Chiara Zazzaro e Antonella Di Giovanni, sui nuovi ritrovamenti e sul recupero dei relitti dello scavo di piazza Municipio, di Enrico Angelo Stanco, sul complesso archeologico e naturalistico del Pasilypon. Per concludere l’incontro, verrà proiettato un video sul parco sommerso di Gaiola, a cura del C.S.I. Gaiola onlus e AMP Parco sommerso di Gaiola, e sarà illustrato l’itinerario Neapolis fra Città e Museo, a cura del Servizio Educativo del Museo Archeologico e fruibile anche nella app mobile izi.TRAVEL. 
Le visite guidate gratuite si susseguiranno dall’8 al 10 aprile, incrociandosi nei punti nevralgici della città. In particolare, venerdì 8 aprile, un tour al complesso termale di Carminiello ai Mannesi, nella zona di via Duomo e via dei Tribunali, che presenta strutture a più livelli, dall’età repubblicana a quella imperiale, e venne rinvenuto in seguito alla distruzione della Chiesa di Santa Maria del Carmine, durante i bombardamenti del 1943. Si proseguirà con un giro tra via Anticaglia, via San Paolo e vico Giganti, tra gli spalti nascosti del Teatro di Neapolis, comunemente detto Teatro dell’Anticaglia, letteralmente inglobato tra gli appartamenti privati. Sabato 9 aprile ci si sposterà nella lussureggiante Posillipo, con un itinerario storico-naturalistico nel Parco Archeologico. Il percorso inizierà dalla celebre Grotta di Seiano – una galleria artificiale di quasi 800 metri, costruita dall’architetto Seiano sotto il regno di Tiberio, che attraversa la collina tufacea di Posillipo e congiunge l’area di Bagnoli e dei Campi Flegrei con il vallone della Gaiola – e proseguirà verso la villa imperiale, il teatro, l’Odeion e il palazzo degli Spiriti. Chi preferisce rilassarsi potrà optare per una visita alle Terme di via Terracina, rinvenute nel 1939, durante la costruzione della Mostra d’Oltremare. La struttura risale alla prima metà del II secolo d.C. ed era alimentata dall’acquedotto del Serino, con gli ambienti orientati a sud-ovest secondo lo schema di Vitruvio, per poter sfruttare la luce delle ore pomeridiane. Per finire, domenica 10 aprile, si seguiranno le antiche mura che segnano il tragitto da piazza Bellini a Caponapoli. Questa è la parte delle mura greche, che conferirono a Neapolis la fama di essere inespugnabile, ma il tracciato completo, comprendente mura romane, bizantine, normanne, angioine, aragonesi, non è ancora completamente chiarito e archeologi e storici continuano a dibattere. Nel frattempo, proprio nei tanti bar di piazza Bellini, si può prendere un buon caffè bollente. (Mario Francesco Simeone) 

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