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La scommessa di ArtVerona è stata pronunciata ieri, in maniera forte e chiara, durante la presentazione della nuova edizione, la quattordicesima, che aprirà il 12 ottobre, nel quartiere fieristico veronese: «indirizzare il mercato verso sentieri altri, in grado di dare indicazioni di natura culturale». Ad affermarlo, Adriana Polveroni, al secondo anno di direzione della manifestazione, decisa a non lasciare che sia il mercato a stabilire le leggi, conscia che non si tratti di utopia. Anche se sarà proprio l’Utopia a fare da leitmotiv a questa nuova edizione, che cade nel cinquantesimo anniversario del ’68. E, non a caso, per la presentazione della manifestazione si è scelto un luogo come il Futurdome di Milano, a breve archivio futurista e già spazio a disposizione per giovani artisti.
Le strategie per vincere la scommessa confermano la specificità di questa fiera che, rivolta alla restituzione del panorama artistico italiano, sta conquistando riconoscimenti e gratificazioni, anche in termini di adesioni: 145 saranno gli espositori quest’anno, confermando il trend di crescita. Aumentano anche le sezioni espositive, che già comprendono, oltre alla Main, anche quelle rivolte alle realtà emergenti, come Raw Zone e Scouting, nata lo scorso anno oppure quella dedicata agli spazi indipendenti, curata da Cristiano Seganfreddo. Si aggiunge, infatti, Focus on, che vedrà per la prima volta un paese straniero ospite, la Lituania, realtà molto interessante in termini di ricerca artistica e sperimentazione. Altro punto di forza, come ha sottolineato il vicepresidente di Veronafiere, Romano Artoni, sarà la scommessa sui giovani: con Free Stage è stato un artista, Adrian Paci, new entry nello staff di ArtVerona, a occuparsi della selezione di tre giovani colleghi, non ancora rappresentati dal mondo del mercato: il duo Chiaralice Rizzi (1982) e Alessandro Laita (1979) e Leonardo Pellicanò (1994).
Consolidato il rapporto con il collezionismo – altro punto di forza della manifestazione, che vanta la presenza di collezionisti nello stesso comitato di indirizzo – anche se esordiente o a budget ridotto: a loro è dedicata la ricerca che Antonio Grulli compie con Collezionismo al centro, mettendo in contatto tante realtà private dalle magnifiche potenzialità. Proprio dall’attenzione riservata al collezionismo, è nato un nuovo riconoscimento che si aggiunge a quelli già previsti. Fa il suo esordio WiDiCollect (Wise Dialog Collecting), premio dedicato all’arte multimediale, ideato da un collezionista, il consulente finanziario Fabio Agovino, e promosso da Banca Widiba.
Oltre al programma di Talk, a cura di Paola Tognon, arriverà la consueta miriade di eventi collaterali, che a breve saranno definiti, per Art&theCity con i quali ArtVerona si espande nella città. Per il momento, è certo che Verona sarà la prima città d’Italia a onorare un grande protagonista, scomparso il 24 marzo scorso, ovvero, Hidetoshi Nagasawa, artista giapponese, considerato uno dei maestri dell’arte contemporanea, che viveva e lavorava in Italia.
E ancora, tra le novità, il rapporto con il programma di residenze d’artista a cura di Geraldine Blais e la nascita di A disposizione, il nuovo fondo di acquisizione di Veronafiere per l’arte. ArtVerona, dunque, mira a «Consentire di fare esperienza complessiva del territorio», ha aggiunto Seganfreddo. Insomma, la fiera delle gallerie italiane si presenta con un piglio più internazionale che mai, strappando a Giovanni Bonelli, vicepresidente dell’Associazione Nazionale dei Galleristi di arte moderna e contemporanea, un entusiastico: «Lunga vita ad ArtVerona». (Camilla Bertoni)










