Create an account
Welcome! Register for an account
La password verrà inviata via email.
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.
-
- container colonna1
- Categorie
- #iorestoacasa
- Agenda
- Archeologia
- Architettura
- Arte antica
- Arte contemporanea
- Arte moderna
- Arti performative
- Attualità
- Bandi e concorsi
- Beni culturali
- Cinema
- Contest
- Danza
- Design
- Diritto
- Eventi
- Fiere e manifestazioni
- Film e serie tv
- Formazione
- Fotografia
- Libri ed editoria
- Mercato
- MIC Ministero della Cultura
- Moda
- Musei
- Musica
- Opening
- Personaggi
- Politica e opinioni
- Street Art
- Teatro
- Viaggi
- Categorie
- container colonna2
- Servizi
- Sezioni
- container colonna1
Sarà visiting professor per i prossimi tre anni, all’Universität der Künste di Berlino. E durante le presentazioni ha fatto un nuovo show: a uno studente che gli ha chiesto la definizione di “arte”, ha risposto: «Non posso dire nulla: è un un po’ come il sesso. Si può avere un sacco di esperienza, ma tuttavia è estremamente difficile da definire».
Chi è il grande teoretico? Ma lui, Ai Weiwei, il grande artista-dissidente cinese, che appena riavuto il suo passaporto è stato proprio in Germania per riabbracciare il figlioletto.
Come prima perla di saggezza cattedrattica non c’è male, e vedremo come saranno le restanti lezioni ai 16 fortunati (su un centinaio in totale) che sono riusciti ad entrare nella sua classe.
Altro argomento forte? La politica. Ma anche su questa, il prof. Weiwei, ha glissato: «Non ho intenzione di mettere i miei studenti sotto pressione. Ognuno ha il diritto di decidere autonomamente dei propri principi». E di che parleranno, allora?












