04 giugno 2015

L’arte? Deve essere autentica, ma soprattutto autenticata. Se ne discute alla Triennale, in un appuntamento adatto non solo ai collezionisti

 

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I certificati d’artista e i processi di archiviazione e autentica delle opere d’arte rappresentano oggi un aspetto importante del sistema dell’arte. Strumento di controllo della propria opera per l’artista, di studio e tutela per gli archivi e di garanzia per il mercato, le autentiche sono tra i documenti più preziosi per i collezionisti. In un incontro alla Triennale di Milano oggi alle 18 si discute del valore di questi documenti, partendo dal Contratto di Trasferimento di Opere d’Arte redatto da Seth Siegelaub con l’avvocato Robert Projansky nel 1971, che aprì la discussione sui diritti morali degli artisti negli Stati Uniti e propose, tra l’altro, l’applicazione del diritto di seguito. L’incontro riunisce diversi punti di vista sul tema, a partire dallo sguardo giuridico proposto da Alessandra Donati, passando da quello storico-artistico di Sara Martinetti e Silvia Simoncelli, per arrivare ovviamente a quello dell’artista con Cesare Pietroiusti – che del certificato ha fatto un format artistico – senza dimenticare la posizione del curatore, con Marco Scotini – anche responsabile dell’archivio Gianni Colombo – e dell’avvocato, Paolo Bergman. La serata è organizzata dall’editore Johan & Levi, in collaborazione con l’Università Milano Bicocca e Naba, Nuova Accademia di Belle Arti, Milano.

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