27 marzo 2018

Le radici del tempo interiore. Le sculture di Giovanna Lysy in mostra a Città della Pieve

 

di

La ricerca delle radici, la memoria degli spazi, il peso del ricordo, sono elementi che confluiscono nelle forme e nei materiali delle sculture di Giovanna Lysy, in esposizione, fino al 15 aprile, nella Chiesa di Santa Maria dei Servi di Città della Pieve. “Memorie di luce” è la personale, a cura di Ludovico Pratesi, che riunisce una serie di lavori realizzati negli ultimi dieci anni dall’artista che, nata a Roma, ha vissuto per molto tempo nella casa di famiglia, la villa La Foce, nel cuore della Val d’Orcia, dove vivevano i suoi nonni materni, Antonio e Iris Origo. La casa, il giardino realizzato dall’architetto inglese Cecil Pinsent, la campagna e il paesaggio ritornano nella sua ricerca assumendo forme diverse e, per la mostra a Città della Pieve, circonfuse di una luce che ne rende i contorni sfuggenti. 
Queste suggestioni provenienti da un universo interiore, in cui gli accadimenti del passato vengono rielaborati nella concretezza della materia, entrano in dialogo con lo spazio barocco della chiesa caratterizzato dal coro ligneo e dall’armadio di sacrestia, realizzati entrambi nel 1628 da Giuseppe di Francesco Bendini di Montepulciano, oltre alla Deposizione della Croce, affresco attribuito al Perugino e datato 1517. Ma la riflessione è anche collettiva, «Il tema delle radici visto come movimento continuo di popolazioni alla ricerca di stabilità o inteso come ricerca individuale della propria storia, ma soprattutto per scavare sotto lo strato di superficialità creato dal vorticare impetuoso della terra, ci propone non solo una tematica attuale, ma soprattutto, con l’aiuto della luce notturna ci permette di ritrovare e rivivere quell’emozione ormai dimenticata tipica dell’infanzia, in cui magia e realtà non hanno confine», ha spiegato l’artista.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui