06 luglio 2016

Le relazioni tra arte e informatica: alla GAMeC di Bergamo tre giorni alla ricerca del “fattore X”, con xCoAx

 

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Mettete a lavorare domani e dopodomani, in un museo, una serie di ricercatori universitari e artisti multimediali di tutto il mondo, sui temi della cultura digitale e l’estetica, i sistemi interattivi, l’intelligenza artificiale, i videogiochi: sull’informatica, la comunicazione, l’arte e quel misterioso fattore “X” che le collega.
Ecco una nuova edizione di xCoAx, promosso da GAMeC di Bergamo, iniziativa che nasce dall’attività di Mario Verdicchio, docente di Informatica e ricercatore di intelligenza artificiale, diviso tra le facoltà di ingegneria e scienze della comunicazione, che porterà in città non solo un confront tra studiosi, ma anche la possibilità per il pubblico di scoprire proiezioni video e laser, installazioni acustiche e artefatti, con cui i visitatori potranno interagire direttamente o tramite il loro smartphone e una notte di performance (domani dalle 20 alle 23), dove violoncelli, sassofoni e voce interagiranno con la grafica e le rielaborazioni digitali. L’informatica, insomma, non è mai stata così “bella”. Con un’opening speciale della galleria e delle mostre dedicate ad Aldo Rossi e “Soft Crash”, il progetto vincitore dell’ottava edizione del Premio Lorenzo Bonaldi per l’Arte.

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