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Le True, ovvero Il Buco. È il famoso film in bianco e nero del regista francese Jacques Beker, del 1959, con Philippe Leroy e Catherine Spaak tra i protagonisti, a rappresentare eccezionalmente la tematica del buco, nell’ambito del ciclo di mostre allestito dalla galleria Pio Monti nella nuova sede romana di via dei Chiavari. In luogo della quarta mostra della serie, gli organizzatori hanno infatti scelto di proiettare la pellicola, che narra la storia di alcuni carcerati che tentano di evadere dalla prigione, scavando appunto… un buco. Gli artisti che finora si sono misurati nella singolate “tenzone” sono Alighiero Boetti, Luciano Fabro, Lucio Fontana, Anish Kapoor, Teresa Iaria, H.H. Lim, Liliana Moro, Luca Vitone, Katharina Fritsch, Damien Hirst, Jannis Kounellis, Emilio Prini.
Sabato 13 maggio 2006 – ore 18.30
Pio Monti
Via dei Chiavari 58 – Roma
Info: 066875457 – permariemonti@hotmail.com
[exibart]








Philippe Leroy è uno dei coprotagonisti, Catherine Spaak nel 1959 aveva 14 anni è al massimo ha fatto una comparsata!! Svegliaaa!!
Dire che è tatto da un romanzo autobiografico di José Giovanni vi avrebbe impegnato troppo, eh?
Le True ovvero Il Buco è un capolavoro ma non è famoso, in tv l’avranno passato due volte alle 5 di mattina tant’è che manco voi l’avete mai visto!! Svegliaaa!!
Lei deve essere l’unico colto che c’è rimasto in giro. Pensi, il film passa solo due volte alla TV, all’alba per giunta, ma da Exibart ha saputo che a Roma lo proiettano, e in orari civili. E malgrado le vistose lacune, è persino riuscito a capire di che si tratta. L’onanismo intellettuale purtroppo pare essere inversamente proporzionale allo stile, e sbattere le sue modeste nozioncine in faccia all’universo mondo non l’aiuterà a emergere dalla sua frustrata mediocrità. Non si svegli più, prego…
Per la verità la lacuna era già stata ottimamente colmata qualche anno fa in un importante festival del cinema, per giunta in presenza dell’autore José Giovanni!!
Dico solo che non si può sparare il nome Catherine Spaak come protagonista solo perchè fa richiamo. Se Catherine Spaak debutta ufficialmente nel cinema in “Dolci inganni” del 1960 diretta da Alberto Lattuada non può essere la protagonista di un film di un anno prima.
Pittosto che perdersi in notizie di gossip, se si volevano dare delle notizie si poteva ad esempio dire che è un film autobiografico e che uno dei protagonisti del film è anche il protagonista reale della tentata evasione. E’ una questione di stile… Massi/miliano!!