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Carsten Höller è sempre di più una nuova star dello show biz dell’arte contemporanea. A parte l’installazione al Macro di Roma, è visitabile fino a metà gennaio la personale dell’artista al New Museum di New York, curata da Massimiliano Gioni. Il titolo ovviamente non lascia molto spazio all’immaginazione, soprattutto se vagamente si conoscono le tematiche che mette comunemente in scena l’artista di adozione svedese: “Experience”.
E c’è da giurarci che, tra uno scivolo e qualche altra bizzarra costruzione, l’esperienza del gioco e della sorpresa di una parte di vita, solitamente negata ad un pubblico adulto, sia la vera protagonista di questa esposizione. Afferma Höller: “La nostra cultura cerca di controllare tutto quello che incontriamo nella nostra vita e abbiamo imparato a gestire ordinatamente il nostro ambiente. Il lusso che possiamo permetterci ora è cercare di lasciarsi andare. Spero che le persone che visitano la mostra comincino a lasciarsi andare a ciò che accade…”. Non un giullare ma, uno scienziato pazzo dunque, che mira, con atteggiamento quasi situazionista, a ricreare un gioco che possa allontanarci dalla “dimenticanza” e farci vivere ancora. Il catalogo, che contiene saggi di Gioni, Birnbaum, Hal Foster e altri è suddiviso per voci come un’enciclopedia…un omaggio alla scientificità poco ortodossa dell’artista belga. (a cura di matteo bergamini)
E c’è da giurarci che, tra uno scivolo e qualche altra bizzarra costruzione, l’esperienza del gioco e della sorpresa di una parte di vita, solitamente negata ad un pubblico adulto, sia la vera protagonista di questa esposizione. Afferma Höller: “La nostra cultura cerca di controllare tutto quello che incontriamo nella nostra vita e abbiamo imparato a gestire ordinatamente il nostro ambiente. Il lusso che possiamo permetterci ora è cercare di lasciarsi andare. Spero che le persone che visitano la mostra comincino a lasciarsi andare a ciò che accade…”. Non un giullare ma, uno scienziato pazzo dunque, che mira, con atteggiamento quasi situazionista, a ricreare un gioco che possa allontanarci dalla “dimenticanza” e farci vivere ancora. Il catalogo, che contiene saggi di Gioni, Birnbaum, Hal Foster e altri è suddiviso per voci come un’enciclopedia…un omaggio alla scientificità poco ortodossa dell’artista belga. (a cura di matteo bergamini)
[exibart]













