10 luglio 2014

L’estate dell’arte di Milano si tinge di giallo. Arriva dal Witte de With al PAC “Il delitto quasi perfetto”. Con la partecipazione di diversi italiani

 

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Il delitto quasi perfetto al PAC
Cristina Ricuperati è la curatrice di una mostra decisamente particolare, nelle sale del PAC. Si chiama Il delitto quasi perfetto e conta qualcosa come oltre 40 artisti per un centinaio di opere. Non uno scherzetto insomma, e in effetti lo spazio espositivo è decisamente ingombro di materiale.
Da visionare con particolare attenzione, proprio come fa la scientifica sulle scene del crimine, per rivedere e apprezzare storie noir, gialli italiani e non, ricorsi storici come accade in alcune opere, che ricordano anche l’attentato di stampo mafioso che il Padiglione d’Arte Contemporanea subì nel 1993, come ricordato dal direttore del settore mostre di Milano Domenico Piraina stamattina in conferenza stampa. 
Una mostra che arriva in una nuova versione dopo la prima tappa al Witte de With Center for Contemporary Art  di Rotterdam, arricchita di nuove opere di artisti italiani:  Maurizio Cattelan, con il bouquet di fazzoletti di stoffa per asciugare idealmente le lacrime versate per le vittime dell’attentato sopra citato, mai uscita dalla Collezione Consolandi; Luca Vitone, che ricorda sottoforma di epitaffio-sberleffo i 959 membri della loggia P2; Mario Milizia, che riproduce invece minuziosamente i dettagli delle immagini di cronaca giudiziaria riferite a ritrovamenti e vendite illegali di reperti archeologici, e il progetto Corpi di Reato, realizzato da Tommaso Bonaventura, Alessandro Imbriaco e Fabio Severo, compone un’archeologia visiva dei fenomeni mafiosi nell’Italia contemporanea. 
«Il delitto quasi perfetto non vuole essere un’esposizione intorno al crimine: non vuole avere pretese scientifiche, didattiche o criminologiche: è una ricognizione intorno al fascino che un tema come questo ha suscitato in molti artisti», ha ricordato la curatrice, mentre l’Assessore Filippo Del Corno, ripreso anche dal membro del Comitato Scientifico del PAC Massimo Torriggiani, ha affermato: «Con questa mostra il PAC entra a pieno titolo nel circuito delle sedi espositive internazionali d’arte contemporanea. E’ questa la prima esposizione del nuovo corso che vede il PAC guidato dalla cura autorevole di un comitato scientifico, nominato apposta per riconoscere e rilanciare quanto di più significativo accade nella creatività artistica di tutto il mondo». Tra le varie collaborazioni anche quelle con il Milano Film Festival, per cui giovedì prossimo si terrà una serata che riproporrà alcuni corti selezionati dalla storia del Festival, alla sua 19esima edizione, che hanno saputo avvicinarsi al tema del crimine. Chiusura il prossimo 6 settembre, con il Festival MITO e una Scary night dei Claudio Simonetti’s Goblin, storica band che firmò, una per tutte, la colonna sonora di Profondo Rosso di Dario Argento. 

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