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Era nato a Milano, dove è scomparso improvvisamente oggi, nel 1935. Parliamo di Cesare Colombo, grande della fotografia italiano, che da 50 anni era sulla scena delle immagini, calato in diversi temi: aveva ritratto fabbriche e architetture, era stato fotografo di reportage ma si era anche occupato di illustrazione editoriale, e anche curatore.
I suoi compagni? Pietro Donzelli, Ugo Mulas, Paolo Monti, Gianni Berengo Gardin, Gianfranco Mazzocchi, Antonio Arcari, Tranquillo Casiraghi, Italo Zannier, Toni Nicolini, e le collaborazioni con Alinari, il Touring Club Italiano, la Fototeca 3M.
A Milano non solo era legato dalle sue origini, ma ne aveva tratto più volte ispirazione, documentando la città, dentro e fuori, come era successo con L’occhio di Milano, insieme ad altri sette colleghi, nel 1977, Milano veduta interna nel 1990 e, come curatore, proprio a Milano aveva curato “Anni Cinquanta”, sezione “La Fotografia” nel 2005.
“Curioso, attento e sempre animato da spirito indagatore, Cesare è stato un vero ricercatore e un testimone attivo delle vicende della società e della fotografia italiana, sempre pronto a collaborare e a condividere spontaneamente ciò che sapeva. Chi, nello studio e nel lavoro storico, cercava informazioni e documenti, era certo che Cesare Colombo lo avrebbe orientato. “Prova a chiederlo a Cesare, lo saprà senz’altro”, ci dicevamo. Lo salutiamo e lo ricordiamo mentre sorride, chiede, parla, racconta”, è stato il post che gli ha dedicato il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo.
Nella foto sopra: Cesare Colombo, Assemblea studentesca a Milano, 1968










