26 marzo 2010

Lo Stato finalmente fa lo Stato, sequestrato ad Arezzo l’Archivio Vasari

 

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I dettagli non sono ancora chiari, ma non è comunque importante entrare troppo nel merito. Dopo mesi di imbarazzante titubanza da parte dei vertici dei Beni Culturali, finalmente arriva una buon notizia in merito alla lunga vertenza che ad Arezzo vede al centro il destino dell’Archivio Giorgio Vasari.
I Carabinieri del Comando Tutela Patrimonio Culturale hanno infatti proceduto, su delega della Procura della Repubblica di Roma, al sequestro preventivo dell’archivio, “essendo emersi dalle indagini, a carico di ignoti, gravi indizi di reità per tentata truffa aggravata ai danni dello Stato“. Com’è noto, i documenti erano già stati confiscati da Equitalia, per dei debiti fiscali degli eredi titolari dell’archivio. L’atto avrebbe portato alla messa all’asta, con la possibile dispersione della documentazione, visto l’interessamento di compratori stranieri, in particolare russi.
Dichiarato nel 1990 di notevole interesse storico dalla soprintendenza archivistica della toscana e vincolato al luogo di custodia, l’archivio si compone di registri, documenti autografi e corrispondenza intrattenuta da Giorgio Vasari (Arezzo 1511 – Firenze 1574) con noti artisti rinascimentali, tra cui Michelangelo.

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4 Commenti

  1. Sono contraria alla notifica per principio, ma per i documenti, gli archivi e ciò che costituisce davvero una fonte unica di sapere, è necessaria. Meno male che una volta tanto la legge vale per tutti e non solo per coloro che non hanno mezzi per contrastarla. Mi farebbe piacere sapere chi è riuscito a sbloccare l’incredibile situazione. Viva Vasari!

  2. Temo i mille trucchi degli astuti,non sto a dire che la notizia mi compiace, perchè non doveva neanche verificarsi l’ipotesi di una simile scempiaggine. Del resto, in questo sfortunato paese, cose di questo tipo ne succedono quotidianamente su beni culturali”minori” nella totale indifferenza di tutti, tanto è roba che non vale gran che, può essere la facciata dipinta (a fresco)di Camogli, o terme Liberty a Milano, e quando andiamo sul “maggiore” basta citare il crimine che si sta consumando in Sant’Ambrogio, sempre nella capitale, secondo alcuni, della padania’ salvo poi farneticare di riaperture di vie d’acqua, sempre nella stessa metropoli…Un archivio, poi, a un foglio per volta…Non mi fido,lo Stato i Carabinieri ce li doveva mettere prima, perciò mi domando se non ci sia modo di farsi sentire con azioni spettacolari o che so io, oltretutto si tratterebbe di lavoro per un po’ di persone, oppotunità per i sempiterni giovani…ma che sto a dire!

  3. Come sempre, quando va bene, si aspetta l’ultimo istante comunque meglio così! Spero solo che ora ci sia qualcuno che se ne prenda cura e lo valorizzi rendendolo vivo (cioè in qualche modo fruibile dagli studiosi direttamente e da chiunque in versione digitalalizzata). Sarebbe un incubo immaginarlo chiuso, senza cure per mancanza di fondi e magari tra qualche anno scoprirlo agonizzante tra umidità e quant’altro, speriamo bene.

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