15 ottobre 2015

Londra, Frieze e oltre/7. Della serie “famolo strano”. Ecco le proposte e le richieste più anomale trovate in fiera

 

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Non ci sono solo le stanze da letto di AYR, di cui vi abbiamo detto, con tanto di luci soffuse e cavi per Iphone dove ricaricarsi, sia dalla stanchezza che la batteria del cellulare. E, poi, fino a qui passi. Anzi, il luogo di sosta è molto apprezzato. In controtendenza con il progetto di AYR e parecchio strano, dati i tempi, è quanto propone (e impone) Amalia Ulman della galleria Arcadia Missa, ritenuta una delle migliori giovani gallerie londinesi, nata nell’area sud della città, che si sta qualificando come la nuova zona di ricerca, dopo l’esplosione di qualche anno fa del nord e soprattutto dell’East End. 
Amalia Ulman, artista molto impegnata in una rilettura dell’idea di gender, chiede ai visitatori di consegnare il cellulare a due graziose ragazze, neanche fossimo a un esame di stato o di maturità. Passaggio necessario prima di accedere a un comodo ambiente dove è proiettato il suo video che tratta l’usanza molto femminile di scrivere diari. La segretezza dei quali richiede l’intimità dell’ascolto, sostiene Ulman.
E anche fino a qui, a parte il tono un po’ “strict” della faccenda, passi. Ben più strana è la proposta del giapponese Ken Kagami della galleria Misako & Rosen di Tokyo, proposta nella sezione Focus come anche Arcadia Missa. Kagami saluta educatamente il visitatore (nelle foto alcuni momenti della performance), come fanno sempre i giapponesi, chiede il nome, lo guarda bene in faccia e poi disegna un’interpretazione dei suoi genitali. Con le donne si concentra sulle ghiandole mammarie. Una specie di screening, insomma, ma non richiesto. E l’intimità è messa a nudo.      

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