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Come sarebbe stata la vita notturna di una città come Los Angeles, senza quelle insegne al neon? Sicuramente meno ronzante ma anche meno iconica e così il MONA-Museum Of Neon Art di L.A. rende il suo doveroso tributo alla storia con “There’s More to Neon Signs Than Liquor, Motels, And Live Nude Girls” e “Motel California”, due mostre recentemente inaugurate che, come illustrato chiaramente dai titoli, gettano una nuova luce sulla vibrante atmosfera che si poteva respirare nella fantastica triade degli anni ’50, ’60 e ’70. Che per noi europei è un po’ come una full immersion nell’immaginario esoticamente on the road della Beat Generation. Insegne memorabili, per la maggior parte animate, di cappelle per matrimoni lampo, negozi di liquori, ristoranti cinesi, peep-show, pub, nightclub, bar, tavole calde. Indiani, cowboy, pescatori, foche, galli, campane, pipe, bicchieri, tutto molto semplice, immediato, accecante ma non troppo e, per tutti questi motivi e altri ancora, incredibilmente comunicativo. Quale storia si nasconde negli spazi fumosi del Tip Top Inn? Chi ha occupato la stanza numero 13 del Western Motel? Insomma, come attraversare tutto l’immaginario bukowskiano, senza il rischio di rimetterci il fegato.










