24 marzo 2015

MACRO renaissance. Ecco il futuro del Museo di Arte contemporanea di Roma, presentato poco fa dalla nuova direttrice Federica Pirani

 

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La nuova vita del MACRO, sotto la direzione di Federica Pirani (nella foto) inizia con un gruzzolo di 250mila euro allocato per le mostre del 2015. Una cifra che, in un contesto normale, farebbe ridere, ma come ha sottolineato stamane in conferenza stampa l’Assessore Marinelli, insieme alla direttrice e al Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali Claudio Parisi Presicce, è già un successo.
Perché? Perché la Capitale ha tagliato dai fondi, per tutti i settori, qualcosa come 322 milioni di euro. Il sostegno pubblico anche per i musei, insomma, è storia passata e i “mecenati”, come vengono definiti i privati, sono l’unica strada percorribile. 
Chi saranno queste figure nella vita futura del MACRO? Sicuramente Deutsche Bank, che continua la collaborazione italiana e che quest’anno presenterà Koki Tanaka, mentre Enel pare continuerà ad operare su Roma ma ai Fori Imperiali. 
Il museo come lo conosciamo, insomma, è un concetto che va rivisto, con nuovi modelli gestionali e con la possibilità di accorpare istituzioni anche diverse, come è successo appunto tra MACRO, Museo di Roma e Galleria d’Arte Moderna.
C’è però qualche buona notizia certa: la “messa in rete” di Marinelli dei Musei Civici (e forse anche delle domeniche gratis per i residenti), hanno portato un incremento di pubblico del 13 per cento nel 2014. 
Ma vediamo nel dettaglio come sarà il programma dei prossimi mesi. Per maggio, tra gli highlights ci sarà un Omaggio a Carla Accardi, che si prevede sarà senza dubbio una grande mostra, insieme a un’indagine tra gli artisti belgi del XX e XXI secolo a confronto (I Belgi. Barbari e Poeti, dal 14 maggio). 
La neo direttrice Federica Pirani parla anche della volontà di valorizzare la collezione permanente del museo, che per quel che c’è merita di essere vista, anche rispetto ai vari comodati d’uso che sono stati affidati negli anni. 
Si prevede invece una rinnovata attenzione agli artisti Roma-based, con il programma Appunti di una generazione, che per cominciare vedrà in scena un dialogo tra Giuseppe Pietroniro e Andrea Salvino, iniziando a recuperare anche quelle figure degli anni ’90 e 2000 che, a causa della mancanza di strutture museali in città, si erano dispersi.
Continua invece il Festival Fotografia, mentre gli studi d’artista non saranno più assegnati a 4 professionisti ma solo a due.
Grande attesa invece per quella che sarà una grande mostra dedicata a Mario e Marisa Merz, prevista a febbraio 2016, e per la prima volta unisce i lavori realizzati a quattro mani e ripercorre il loro rapporto con la città di Roma, riproponendo la spirale di neon ideata da Mario Merz per il Foro di Cesare nel 2003, anticipando una grande retrospettiva dedicata a Marisa Merz in programma al Metropolitan di New York nel 2017.
Ancora nel 2016: a marzo si aprirà Un giorno al museo, dove con Andy Warhol, On Kawara, Roman Opalka, Alighiero Boetti, Giulio Paolini, Piero Manzoni, Gastone Novelli, e l’attivazione di un vivace lavoro sui social network, la mostra vuole offrire diversi punti di vista sul tema – familiare e sfuggente – dell’oggi, del giorno in corso, e a giugno al via Roma Anni ’60, per mostrare come mentre la Pop Art spopolava in laguna (con la partecipazione di Oldenburg, Jim Dine e Jasper Jhons e il premio come miglior artista straniero a Rauschenberg) a Roma non era certo una novità con Festa, Angeli, Schifano e il primo Fabio Mauri. 
A continuare, poi, anche il Festival Digital Life, mentre il Premio VAF si sposterà quest’anno proprio al MACRO. 
Insomma, per certi versi si sente un buon respiro, anche se i fondi restano quel che sono, ma tant’è. Bentornato museo!

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