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Questione di nomi. Durante il mese di giugno apriranno in Campania ben due centri d’arte contemporanea. E se le ultime tendenze in tema di denominazione museale sono vere e proprie analisi di marketing, anche i due nuovi spazi non mancheranno di presentarsi con delle sigle ad effetto.
“Il nuovo centro d’arte contemporanea di Napoli in Palazzo Donnaregina si chiamerà MADRE” dichiara il direttore Eduardo Cicelyn in un’intervista che uscirà sul prossimo Exibart.onpaper. Passiamo poi a Benevento per salutare l’arrivo (il prossimo 25 giugno) di ARCOS, diretto da Danilo Eccher. I significati dei due acronimi? Museo d’Arte Donna REgina per il primo, ARte COntemporanea Sannio per il secondo, scelto da un folto gruppo di cittadini votanti.
[exibart]












Bastaaaaaaa! Cristo santo, non basta avere ridotto una città ad avere quasi una galleria privata per quartiere, averla inguaiata con la metropolitana, adesso stanno fioccando anche musei d’arte contemporanea come i funghi, tra un poco c’è ne sarà quasi uno per quartiere perché è giusto che con i soldi dei contribuenti ci mangino e si gonfino tutti, perché il pensiero dell’arte contemporanea passa per il progetto, il dramma qual’è? Sempre gli stessi artisti in questi spazi, i soliti noti ibridi, il paese è sull’orlo di un crac economico ma se è per l’arte contemporanea lo sperpero dei fondi pubblici è più che giustificato.
una galleria privata per quartiere! che scandalo
infatti a Milano, culla della vera civiltà, per l’arte contemporanea non si caccia un ghello…e pochi anche per l’altra a dire il vero
uno:
non sono gallerie ma MUSEI!!!c’è una bella differenza!!!
due:
ci penserei bene prima di parlare di “sperpero per l’arte contemporanea”…Napoli è ricchissima d’arte classica ma il contemporaneo proprio mancava; che poi possa non piacere è un discorso ben diverso ma voglio ricordare che tante cose che si sostengono con i fondi pubblici non sono accettate da tutti e non potrebbe essere altrimenti!!!!
tre:
se il problema è degli artisti poi…ammettiamo pure di non conoscere per niente l’arte contemporanea; è facile dire ” ah! che bello Picasso”, “grande quel Van Gogh”..ci hanno insegnato solo questo!!
Il problema a mio parere è l’informazione e la partecipazione della gente (e, ovviamente, la gestione oculata del denaro pubblico)che potrebbe apprezzare l’arte contemporanea se solo gli si spiegasse cos’è senza che questa rimanga solo un’arte d’elite.